Scegli la lingua.
TKART magazine Must Have | Il kit (prodotti, attrezzi…) indispensabile per la corretta riparazione delle carenature del kart
Exclusive Content

Il kit (prodotti, attrezzi…) indispensabile per la corretta riparazione delle carenature del kart

Asia Mondino
20 Luglio 2026 • 15 min. lettura

Un incidente, un’uscita di pista o, più semplicemente, il prolungato sfregamento al suolo registrato in tante giornate di utilizzo: prima o poi, ogni kartista può trovarsi davanti a una carena danneggiata. E la domanda, a quel punto, è sempre la stessa: va sostituita oppure si può provare a ripararla, dandole una nuova vita? Per rispondere bisogna considerare il tipo di danno registrato, la zona interessata e in quali condizioni generali versa il pezzo in questione. Piccoli fori, indicativamente fino a circa 4-5 cm di diametro, crepe o tagli su superfici facilmente raggiungibili possono essere recuperati; al contrario, danni molto estesi, zone difficili da lavorare o parti troppo compromesse rendono spesso più sensata la sostituzione della carena. Per provare a scongiurare quest’ultima eventualità e tentare di riportare la carenatura in condizioni ottimali, però, serve un kit di riparazione specifico, composto da strumenti e prodotti utili per, innanzitutto, preparare la zona danneggiata per poi poter intervenire sul materiale in modo efficace. Abbiamo selezionato una serie di 12 indispensabili  “attrezzi del mestiere” per permettere a ogni kartista di operare sulla propria carenatura seguendo un metodo logico e a “tappe”, ma anche per lavorare con precisione e in totale sicurezza.

Top partner
Top partner
1

Guanti, occhiali protettivi, mascherina

Che si tratti di tagliare la carenatura “donatrice” (vedremo poi di cosa si tratta), levigare la zona danneggiata o scaldare la plastica con la saldatrice ad aria, la prima regola è sempre la stessa: proteggersi. La riparazione di una carena del kart, infatti, prevede l’utilizzo di strumenti potenzialmente pericolosi come quelli da taglio, utensili rotativi da maneggiare con attenzione e aria ad alta temperatura, oltre al fatto che il materiale potrebbe scheggiarsi durante le fasi di preparazione e rifinitura, diventando tagliente. Per questo motivo, prima di iniziare qualunque lavoro è necessario dotarsi di un kit di sicurezza personale, composto da almeno tre dispositivi. Innanzitutto bisogna proteggere le mani con dei  guanti da lavoro a norma (EN 388) e che presentano uno strato di poliuretano aggiuntivo per garantire la massima “difesa” per dita e palmo, ovvero le zone più  esposte al contatto con gli strumenti e con i pezzi di plastica da maneggiare. Sono pertanto da escludere i guanti in lattice o in gomma leggera: a contatto con il calore o con del materiale plastico molto caldo potrebbero strapparsi o sciogliersi, perdendo il loro grado di protezione e addirittura andando a ustionare chi li indossa. Naturalmente è necessario indossare occhiali protettivi (normati secondo lo standard EN 166) utili per evitare traumi da schegge e residui vari che si generano durante le fasi di taglio, levigatura e rifinitura. L’utilizzo di una mascherina FFP2 (EN 149), invece, è consigliato durante tutte le fasi dell’intervento, quindi sia quando si generano polveri sottili sia quando la plastica scaldata inizia a sprigionare odore e vapori. Per completare il kit potrebbe essere utile dotarsi anche di una tuta protettiva leggera, soprattutto se si lavora in officina o se si eseguono più riparazioni. Non è indispensabile come lo sono guanti, occhiali e mascherina, ma aiuta a proteggere gli indumenti da polvere, residui di plastica e sporco generato durante la lavorazione.

Prezzo indicativo


  • Circa 12 euro per 12 paia di guanti
  • Circa 12 euro per gli occhiali protettivi
  • Circa 12 euro per 50 mascherine FFP2
  • Circa 6 euro per la tuta protettiva
Continua a leggere l'articolo
Solo questa settimana, sconto del 50%!
2
Esplora questi e tanti altri
contenuti premium
Vai al Magazine