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Tkart magazine

Consigli dei Campioni | I segreti di guida di Camponeschi con il KZ

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I SEGRETI DI GUIDA DI CAMPONESCHI CON IL KZ

03 Febbraio 2016

Abbiamo chiesto al campione europeo KZ come si guida un kart a marce. Lui lo ha spiegato a noi e a tutti i lettori di TKART, punto per punto. Partendo dal kart, per arrivare ai trucchi di guida.

1

POSIZIONE DI GUIDA

“Abbiamo misure standard, però la posizione dipende anche dall’altezza del pilota: le braccia devono essere abbastanza piegate e non troppo tese; idem le gambe, con i polpacci che non devono toccare le barre dello sterzo. La leva del cambio la voglio vicina al volante, a circa 2 dita. Almeno, in alcune curve, posso tenere il palmo sul volante e cambiare con le dita.
È importante anche la posizione dei piedi: tallone ben appoggiato e piede quasi verticale, solo leggermente piegato in avanti, così non corri il rischio di rimanere con il gas premuto nelle frenate”.

2

IL SEDILE

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“La posizione del sedile può cambiare anche in base alle necessità di guida della pista. Qualcuno lo sposta anche per il settaggio del telaio. Io, una volta che ho trovato la mia posizione, difficilmente la tocco. Per dire: tra Zuera e Genk non ho assolutamente spostato il sedile, perché quando muovi il sedile in realtà vai a muovere il baricentro del mezzo e, in sostanza, stravolgi il comportamento del kart. È un punto molto delicato. Quando guido, mi punto parecchio con il tallone sul poggiapiedi, altrimenti scivolerei in avanti con il sedere. Tanti, infatti, mettono della spugna.”

3

Il CAMBIO

“Per la scalata l’obiettivo e realizzarla nel minor tempo possibile, solo così fai la differenza: meno ci metti, più in fretta ti fermi. Io parto a scalare le marce subito dopo aver iniziato a frenare: si vedono anche 1.000-1.500 giri motore in più rispetto al solito. Poi, dipende dallo stile di guida: a me piace di più frenare con il freno che con il motore. Poi, per carità, anche scalare aiuta, soprattutto nelle curve strette con frenate brusche. Però devi effettuare frenata e scalata nel modo giusto: il più rapido possibile con la mano, ma coordinato, perché se scalo velocissimo, ma non freno molto con il pedale, rischio anche di rompere il motore. Bisogna andare di pari passo.

4

FRIZIONE E FILO DEL GAS

Per quanto riguarda il filo del gas, deve esserci molto gioco, perché con le vibrazioni, le frenate… c’è il rischio di aprire involontariamente il gas, e quella è una parte molto delicata, specialmente con il KZ, per la carburazione.

Per quanto riguarda la frizione, infine, deve esserci un po’ di gioco all’inizio per potersi regolare meglio in partenza”.

5

GOMME

“Se c’è una gomma dura, si scivola molto di più, cosa che influisce sulla carburazione e molti altri parametri. Ovvio che più si scivola, più si alzano le temperature, quindi bisogna sempre cercare di non intraversarsi.
Per quanto riguarda l’usura, la gomma si inizia a consumare all’interno, più dietro che davanti a causa del peso, maggiore al posteriore, e della trazione.
Chiaramente, meno fai consumare le gomme dietro, più sei costante e, alla lunga, fai la differenza. Le gomme davanti si consumano meno e in modo più uniforme. Nel caso succeda che si creino delle “creste” all’interno, vuol dire che sei tanto sbilanciato sull’anteriore con l’assetto”.

6

CARBURAZIONE

“Per un pilota della domenica, imposterei una carburazione non troppo ricca di benzina, perché non ti permette di parzializzare il gas in uscita di curva: nel momento in cui vai a dare gas di seconda, in un tornante, non devi avere fastidi. Se la carburazione è ricca, il kart inizia a saltare ai bassi regimi. Quindi, per prima cosa risolverei questo problema. Poi la messa a punto finale la fai in base alla pista”. Interviene Vittorio Venturi, il responsabile dei carburatori per la Vortex: “L’ottimo sarebbe guidare con un acceleratore che funzioni come un interruttore “on-off”, perché è quando si parzializza che si creano i problemi: si detona, si inizia a saltellare se hai la carburazione grassa… La carburazione andrebbe fatta su misura per ogni pilota, perché ognuno ha un proprio sistema per andare ad aprire il gas”.

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