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Tkart magazine

Consigli dei Campioni | Come modificare l’assetto del kart tra qualifiche e gara

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COME MODIFICARE L'ASSETTO DEL KART TRA QUALIFICHE E GARA

29 Novembre 2016

Dino Chiesa, uno dei più forti team manager del paddock, vincitore di diversi titoli Mondiali, svela quanto sia fondamentale modificare l’assetto del kart tra qualifiche e gara. Per puntare a vincere

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PRIMA DELLE QUALIFICHE

“Spesso, nel decidere l’assetto migliore da utilizzare nei giri decisivi di qualifica, ci si basa sui risultati ottenuti nelle prove libere del venerdì o del sabato, quando la pista ha raggiunto un livello di gommatura sufficiente da essere considerata più o meno in linea con le condizioni che si avranno in qualifica e in gara. Qualcuno, proprio per avere una verifica finale più veritiera possibile, monta negli ultimi giri delle prove libere un treno di gomme nuovo, ma chiaramente non è un investimento che tutti vogliono o possono fare, per questo è importante avere delle conoscenze che permettano di capire in anticipo quali modifiche di assetto fare in previsione dell’adattamento del kart alle gomme nuove che verranno montate per le qualifiche”.

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QUESTIONE DI CENTESIMI

“Come in tutti gli sport motoristici, poi, bisogna considerare che nel kart si lavora sul centesimo di secondo e, quindi, l’assetto fra prove di qualificazione e gara deve essere analizzato, e ottimizzato, in maniera distinta. Si può fare la pole al sabato, ma i distacchi sono talmente irrisori che in gara tutto può cambiare, sapendo anche che non è raro che i primi stiano in fila indiana per gran parte della gara. Oppure, capita che piloti partiti dietro recuperino e vadano a vincere nelle fasi finali di gara, proprio grazie a un assetto specifico pensato per la gara. Ecco perché dico che gli assetti tra qualifiche e gare possono cambiare, e anche di molto”.

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IN QUALIFICA

“Gli pneumatici, di qualsiasi mescola e genere, hanno il loro picco in un paio di giri, per esempio dal 3° al 5° , e poi calano, anche in modo sensibile. Si deve arrivare al giro “buono”, quindi, con tutte le condizioni ottimali: assetto adatto alle gomme nuove; pressioni e temperature corrette; pista libera e pilota concentrato. Solo così si ottiene la pole. Però, detto che la perfezione è difficile da raggiungere, ciò che bisogna fare è arrivare al giro buono con condizioni più vicine al 100% rispetto agli avversari. Fondamentale è scaldare rapidamente le gomme. Per farlo bisogna avere un assetto rigido, che permetta di arrivare al terzo a quarto giro con gli pneumatici caldi, e aumentare la pressione (rispetto a quella che si terrà in gara) di 0,05 – 0,08 bar, anche se il valore dipende molto dalla temperatura dell’asfalto”. Tutto, però, va valutato in relazione alla strategia: alle volte si decide di impostare un assetto meno estremo per avere qualche giro buono in più in qualifica, magari rinunciando alla pole, per poi giocarsi tutto in gara. In questo caso, allora, si ammorbidisce un po’ l’assetto rispetto ai valori ottimali”.

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ASSALE E BARRA

“Nella ricerca di un assetto rigido per la qualifica, si utilizzerà un assale più rigido. Mi riferisco in particolare al materiale, mentre la lunghezza dell’assale e dei mozzi, che molti valutano importanti, per me hanno un effetto limitato sull’assetto. In gara, al contrario, andremo su un assale più morbido. E la differenza si vedrà in maniera evidente, dato che la gara è lunga e le gomme non devono assolutamente essere troppo stressate.
La barra anteriore, invece, è più legata alle sensazioni del pilota, anche perché il suo effetto si sente solo in ingresso di curva, nell’istante in cui il pilota gira lo sterzo. Potremo utilizzare bare tonde o piatte, più o meno rigide, a seconda delle esigenze. Il concetto, comunque, è sempre lo stesso: in qualifica si cercherà un assetto più rigido, quindi, in teoria, con la barra montata; in gara più morbido, con la barra smontata”.

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