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Editoriale | Sorpassi impossibili: la magia di Nyck De Vries che gli vale il suo primo titolo mondiale (da roo...

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Sorpassi impossibili, Zuera 2010 La magia di Nyck De Vries che gli vale il suo primo titolo mondiale (da rookie)

29 Luglio 2022 • 7 min. lettura

Il sorpasso è uno dei momenti chiave di una gara di kart, se non il “Momento chiave” per eccellenza. Ma i sorpassi non sono tutti uguali, anzi: possono essere facili, azzardati, puliti, spettacolari… Tra tutti, a noi oggi, in questa edizione speciale della rubrica “Editoriale”, interessa una tipologia sola, però: quella dei “Sorpassi impossibili”. Gesti per i più impensabili, quasi da fuori di testa. Guizzi di genio che si realizzano perché qualcuno ha creduto all’impossibile e perché – spesso – qualcun altro ha volutamente o involontariamente agevolato la manovra altrimenti, appunto… Impossibile! Come quella volta che in finale del mondiale KF2 un giovane rookie olandese tira una staccata inimmaginabile, all’ultimo giro, che gli vale il suo primo mondiale

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È il 19 settembre 2010 e, a Zuera, tra i piloti che attendono il via della finale del mondiale KF2 c’è anche un certo Nyck De Vries, un giovane olandese di belle speranze al suo primo anno tra i senior del karting monomarcia, ma già campione europeo della KF3 e pilota titolare nel “McLaren Young Driver Programme”. De Vries, così come i suoi avversari in griglia di partenza, è appena sopravvissuto a un weekend caratterizzato da un format da veri “duri” della pista. Difatti, quell’anno, a causa di qualche frizione tra costruttori e CIK-FIA, il mondiale Super KF non ha avuto luogo e l’evento KF2 di Zuera diventa l’unica chance stagionale per l’intero universo del karting direct-drive per conquistare il titolo mondiale di categoria. Il risultato? 125 piloti iscritti, un numero semplicemente abnorme. La Federazione Internazionale corre subito ai ripari modificando il format del weekend e trovando una soluzione mai sperimentata fino a quel momento: qualifica al venerdì, divisione dei 125 partecipanti in due macro gruppi, tre manche a disposizione di ciascun pilota per accedere alle fasi finali ed evento conclusivo programmato improrogabilmente per le 14.30 della domenica (per rispettare accordi di trasmissione con una nota emittente sportiva internazionale). Insomma, chi sbaglia ha quasi la certezza di essere tagliato fuori.

Classe 1995, Nyck De Vries è uno dei talenti più promettenti sulla scena del karting internazionale tra il 2008 e il 2011. Tra i tanti successi ottenuti con il team Chiesa Corse di Dino Chiesa, spiccano il campionato europeo KF3 nel 2009 e i due mondiali (KF2 nel 2010 e KF1 nel 2011). Messo sotto contratto dalla McLaren nel 2010, De Vries è poi autore di una carriera notevole nell’automobilismo: si laurea campione della Formula 2 nel 2019 e campione del mondo di Formula E nella stagione 2020-21.

Polemiche, confusione e zero margine di errore: in questi contesti ci si aspetta sempre che siano i piloti più esperti e quotati della categoria a emergere. Eppure Nyck De Vries non si fa cogliere impreparato: a bordo del suo chassis Zanardi motorizzato Parrilla, infatti, il pupillo del team Chiesa Corse, capitanato da Dino Chiesa, firma il 17° miglior tempo in qualifica e manche dopo manche si guadagna l’accesso alla finale, come il più navigato dei veterani. Ma a rendere il weekend di De Vries indimenticabile non è quello che ha fatto per arrivare a posizionare il suo kart sulla terza casella della griglia di partenza dell’evento conclusivo del weekend. Ma quello che farà di lì a poco.
Non potevamo che farcelo raccontare proprio dal diretto interessato.

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