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Focus Tecnico | Plastiche kg: studio aerodinamico

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PLASTICHE KG: STUDIO AERODINAMICO

13 Luglio 2016
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Le nuove carene modello 505 rappresentano il massimo sviluppo in termini aerodinamici da parte di KG, azienda leader nella produzione di carenature e accessori per kart

Quando si parla di carene legate al mondo del kart, non si può non citare KG: l’azienda italiana vanta una storia trentennale sul campo e attualmente fornisce moltissimi tra i maggiori produttori di telai. Le prime carenature create da KG erano squadrate e dedicate solo alla protezione laterale del kart. Oggi, invece, un kit carenature include lo spoiler anteriore, le due pance laterali, frontalino e paraurti posteriore. La loro funzione non è fondamentale solo per la sicurezza ma anche per le prestazioni in pista.

RICERCA E SVILUPPO

KG ha diversi modelli di carene per kart a catalogo, ma il 505 è sicuramente quello che rappresenta il massimo sforzo in termini di progettazione e sviluppo. A differenza del passato, l’obiettivo primario durante il processo di studio e realizzazione di questo kit di carenature è stata la ricerca aerodinamica. Per risolvere le diverse problematiche che sorgono in questo campo, KG ha effettuato studi di fluidodinamica mediante i software messi a disposizione da Aotech, laboratorio francese specializzato in CFD applicato al motorsport.

L’obiettivo del kit carene 505 di KG è l’abbattimento della resistenza aerodinamica (ossia il “Drag”) per migliorare la penetrazione di kart e pilota. Altro obbiettivo, non secondario, è quello di potare un flusso d’aria più lineare nella zona di silenziatore d’aspirazione, radiatore e freni, cosa che implica una migliore prestazione del motore e dell’impianto frenante del kart. Tutto questo deve essere fatto tenendo conto dei severi crash test imposti dalla Federazione per garantire la sicurezza e l’efficacia delle protezioni in caso di incidente.
In fase di progettazione sono state effettuate diverse modifiche per cercare il massimo beneficio in termini di “Drag”, ossia resistenza all’avanzamento (CX), ma soprattutto di “downforce” (CZ), ovvero la forza generata dai profili in direzione ortogonale al piano del kart. In questo senso, il modello 505 presenta un musetto che è una vera e propria ala volta a schiacciare il kart verso il basso. La sua parte inferiore è quella che ha subito maggiori studi e lavorazioni: come nelle auto di F1 con l’estrattore, sono enormi i benefici che si possono ottenere e che non si contrappongono tra loro, perché il carico normalmente penalizza l’avanzamento. Seguendo i principi dell’ “effetto Venturi”, che dice che all’aumentare della velocità del flusso corrisponde una diminuzione della sua pressione, si è raggiunto l’obiettivo di creare un leggero effetto “ventosa” che spinga verso “il basso” l’anteriore.
Per sviluppare il kit carene 505 fondamentali sono state le prove di CFD (Computer Fluid Dynamics) effettuate presso il laboratorio di Aotech. Il software che simula la penetrazione aerodinamica ha permesso ai tecnici KG di modificare il modello fino a trovare il migliore profilo. La comparazione tra il kit BURU (sempre prodotto da KG) e il nuovo 505 mette in risalto le differenze nella zona inferiore e frontale dello spoiler e nei flussi che si generano lateralmente.
Una volta passati dal computer alla pista, i test eseguiti da KG hanno confermato un effettivo miglioramento del grip anteriore con il kit carene 505. Il vantaggio, però, si apprezza con un assetto volto a mantenere un corretto bilanciamento tra retrotreno e anteriore, e per averlo, rispetto a un kit più neutrale in termini di performance aerodinamiche, il 505 impone di intervenire sull’assetto del kart, pena un possibile sbilanciamento verso l’anteriore. Nel 505, infatti, lo spoiler anteriore è una vera e propria ala e il suo comportamento varia in base all’inclinazione. I dati CFD riportati nella tabella a lato si riferiscono a un montaggio con la zona di assemblaggio al paraurti perpendicolare al terreno. Per scaricare l’anteriore è sufficiente alzare la punta dello spoiler agendo, per esempio, sull’asola di fissaggio.
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