Scegli la lingua.
Tkart magazine

Focus Tecnico | I test sul motore al banco prova di flussaggio

go down go up

I TEST SUL MOTORE AL BANCO PROVE DI FLUSSAGGIO

Per ottenere un motore competitivo, sia in fase di progettazione, sia nell'ottimizzazione delle sua prestazioni, è fondamentale lo studio della fluidodinamica. Per testare la quantità e la velocità di un fluido in un componente c’è bisogno del flussometro: scopriamo come funziona questo strumento altamente professionale con l’aiuto della Galiffa Kart.

Se, in passato, il metodo di lavoro di un preparatore di motori si basava sostanzialmente su intuito e sperimentazioni, poi confermate o smentite dalla pista, magari proprio durante il weekend di gara, oggi il motorista ha la possibilità di testare le modifiche apportate direttamente in officina. Il macchinario più conosciuto è senza dubbio il banco prova, sul quale il motore viene acceso, testato e analizzato per verificare l’erogazione di potenza e diversi altri parametri riguardanti la sua performance. Esiste però un altro banco, meno conosciuto dai non addetti ai lavori: il banco prova flussometro.

LA TEORIA
Per capire l’importanza dei test al flussometro, bisogna conoscere le basi della fluidodinamica e il ruolo che questa ricopre nella progettazione di un propulsore e nella successiva preparazione per aumentarne le prestazioni. Dal punto di vista fluidodinamico, il motore può essere considerato un insieme di componenti attraversati ciclicamente da un fluido: ad ogni ciclo, infatti, l’aria entra dall’aspirazione e, dopo aver compiuto tutte le fasi, esce dallo scarico. Per migliorare le prestazioni è fondamentale ridurre le perdite fluidodinamiche, con l’obbiettivo di avere una portata più alta.
PERDITE FLUIDODINAMICHE
Ma cosa sono le perdite fluidodinamiche? La risposta è piuttosto intuitiva: quando un fluido attraversa un componente, è inevitabile che, per via della forma del passaggio, degli attriti e degli ostacoli che incontra, perda parte della sua forza e riduca la sua portata. Contenere queste perdite fluidodinamiche è uno degli aspetti fondamentale cui deve badare un preparatore di motori di alto livello.
BANCO PROVA FLUSSOMETRO
Per testare sperimentalmente la portata di un flusso, si può utilizzare il banco prova flussometro, strumento che permette di creare una prefissata differenza di pressione tra ingresso e uscita del componente e misurare la portata dell’aria che attraversa il componente stesso. Per farlo, il flussometro sfrutta un software di analisi, un soffiante e una parte elettrica composta da Inverter per stabilizzazione le pressioni, sensore di pressione, sensore di portata e Termocoppia tipo T. Solitamente vengono sottoposti a questo tipo di verifica cilindri, pacchi lamellare e carburatori, componenti fondamentali nella preparazione di un motore e, quindi, da ottimizzare per diminuire le perdite fluidodinamiche.
CILINDRO - IL TEST
Le modifiche a un cilindro possono riguardare la dimensione delle luci di aspirazioni e di scarico, oltre alla pulizia e l’ottimizzazione dei booster. Un buon lavoro consiste nel togliere i residui di alluminio presenti dopo la fusione, raccordare le varie zone, eliminare i trucioli per ottenere una superficie pulita: anche un semplice smusso nella cromatura, sulla parete del cilindro a contatto con il pistone, se viene fatto a 45 o a 70 gradi cambia la sua efficacia. Il flussometro permette di analizzare il flusso dell’aria che circola all’interno delle luci di aspirazione e della luce di scarico, confrontando, per esempio, un cilindro con step di preparazione 1 a uno con step di preparazione 2, quindi teoricamente più performante.

PER MIGLIORARE LE PRESTAZIONI DEL MOTORE È FONDAMENTALE RIDURRE LE PERDITE FLUIDODINAMICHE. UNA PORTATA PIÙ ALTA, INFATTI, GARANTISCE MIGLIORI PERFORMANCE

RISULTATO TEST CILINDRO
Il test conferma il diverso step di evoluzione dei due cilindri:
Cilindro 1 = 153.4 m3/h @ 800 mmH2O
Cilindro 2 = 198.8 m3/h @ 800 mmH2O
La maggiore portata del flusso che si riscontra nel secondo caso conferma che le lavorazioni fatte su questa versione del cilindro hanno premesso di ottenere una fluidodinamica migliore e, di conseguenza, maggiori performance.
CARBURATORE
Per quanto riguarda il carburatore, la modifica più importante viene fatta lucidando il Venturi. In questo caso non si deve asportare materiale, altrimenti il rischio è di non avere più un carburatore regolamentare. Il Venturi lucidato consente di diminuire le turbolenze in ingresso del flusso aumentando la portata. Sul fatto che anche il carburatore influisca sulle prestazioni del motore non ci sono dubbi, ma quanta differenza può esserci tra un carburatore standard ed uno ottimizzato? Ancora una volta, il flussometro può aiutarci a rispondere.
RISULTATO TEST CARBURATORE
Ecco i risultati della prova al flussometro Carburatore standard: 196.9 m3/h @ 800 mmH2O
Carburatore preparato: 198.3 m3/h @ 800 mmH2O
Il test conferma che, a parità di pressione, il carburatore ottimizzato dalla Galiffa Kart ha una portata superiore rispetto al carburatore in versione standard.
PACCO LAMELLARE
Il pacco lamellare è una delle zone più modificate da parte dei preparatori, anche se solo per quanto riguarda l’inserto interno, dato che l’involucro esterno non può essere modificato per regolamento. Per ottimizzare le prestazioni è possibile lucidare l’inserto mediante burattatrice e modificarne le dimensioni. Si può anche lavorare su materiali e forme: esistono, infatti, inserti completamente costruiti in resina e con forme volute dal preparatore. La resina migliora le prestazioni in caso di alte temperature, perché, al contrario dell’alluminio standard, non si scalda e non influisce sulla temperatura del flusso. Anche l’inserto del pacco lamellare viene testato al flussometro per capire la bontà delle modifiche fatte. Alla Galiffa Kart abbiamo testato tre diversi tipi di inserto: standard, versione lucidata e versione in resina.
RISULTATO TEST PACCO LAMELLARE
Il test è stato eseguito su tre diversi tipi di inserto: quello standard, quello lucidato e quello in resina. Inserto standard: 159.6 m3/h @ 600 mmH2O
Inserto lucido: 159.8 m3/h @ 600 mmH2O
Inserto in resina: 162.2 m3/h @ 600 mmH2O
La prova al flussometro conferma che l’inserto lucidato risulta superiore a quello standard. Il più performante è però l’inserto in resina con disegno studiato dal preparatore.
BANCO PROVA
La prova al banco flussometro, come detto in precedenza, è sperimentale. Questo significa che, pur essendo attendibile, un preparatore deve sempre passare per il banco prova motore per verificare la performance del motore nel suo insieme. Ogni modifica, infatti, va sempre valutata all’interno di una visione globale: sul pacco lamellare, per esempio, le modifiche possono indirizzare il flusso di miscela aria - benzina in determinate direzioni, che possono rendersi necessarie a seconda del tipo di lavorazione eseguita nei carter. Dunque, per aver certezza di aver effettuato un buon tuning, bisogna verificare il motore nel suo insieme al banco prova e, successivamente, in pista.
Continua a leggere il tuo articolo

Non perdere tempo: registrati ora per un free tour di 24 ore. Articoli illimitati.

Inizia il tuo free tour di 24 ore
Non è richiesta la carta di credito
o
Salta il free tour e diventa un membro di TKART Magazine.
  • Continui aggiornamenti
  • Contenuti interattivi (360°, Video, Gallery, ecc)
  • 15 rubriche
  • Più di 600 articoli approfonditi
  • Accesso a tutto l’archivio
  • Disponibile in italiano, inglese e spagnolo
  • Accesso da desktop e mobile
Abbonati