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TKART magazine Prima Analisi | L'impianto freno RR Speed E2 2WP e 4WP
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NUOVO IMPIANTO FRENANTE RR SPEED E2 2WP E 4WP

TKART Staff
07 Febbraio 2018
Nel 2018 la Righetti Ridolfi ha confermato ed esteso l’omologa dei suoi impianti freno Speed E2 2WP e 4WP, già messi alla prova nel corso degli anni sui telai dell’azienda italiana e dimostratisi performanti e affidabili. Scopriamone i dettagli.
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IMPIANTO FRENO
FRENO POSTERIORE
FRENOANTERIORE
CARATTERISTICHE
VALORE AGGIUNTO
SCHEDA TECNICA

L’impianto freno Speed è uno dei “cavalli di battaglia” della Casa costruttrice Righetti Ridolfi. Basti pensare che la sua prima omologa (per il solo freno posteriore) risale al 2008. Nel 2011 l’omologa viene rinnovata, aggiungendo al nome “Speed 2WP” la parola EVO. In quell'anno viene presentato anche lo Speed EVO 4 WH, completo di freni anteriori.
Le due omologhe del 2018, sono, sostanzialmente, la conferma di queste, senza modifiche di progetto e con l’estensione della validità dell'impianto per i prossimi tre anni. Una conferma di come il prodotto della Righetti Ridolfi sia particolarmente riuscito e apprezzato dal pubblico. I nomi corretti degli impianti, oggi, sono: Speed E2 2WP e Speed E2 4WP. Il primo è dedicato alle categorie monomarcia; il secondo, che prevede anche i freni anteriori, è per le categorie a marce. Per il resto, i due prodotti sono identici.

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Un confronto (ricavato dalle schede di omologa) tra le diverse versioni del freno Speed della Righetti Ridolfi susseguitesi negli ultimi 10 anni
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Un confronto (ricavato dalle schede di omologa) tra le diverse versioni del freno Speed della Righetti Ridolfi susseguitesi negli ultimi 10 anni
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Un confronto (ricavato dalle schede di omologa) tra le diverse versioni del freno Speed della Righetti Ridolfi susseguitesi negli ultimi 10 anni
IMPIANTO FRENO
FRENO POSTERIORE
FRENOANTERIORE
CARATTERISTICHE
VALORE AGGIUNTO
SCHEDA TECNICA
Per quanto riguarda il freno posteriore (uguale per 4WPe 2WP) l’impianto, chiaramente idraulico, presenta un disco autoventilato in alluminio di diametro pari a 200 mm e spessore di 18 mm, 1 mm in più rispetto al modello di 6 anni fa. Sulla sua superficie sono incisi dei canali circolari che favoriscono la pulizia delle pastiglie. La fascia frenante (ovvero l’area di contatto tra le pastiglie e la superficie del disco freno) è una corona che ha un diametro interno di 136 mm ed esterno di 199 mm. La lunghezza massima delle pastiglie è pari a 89 mm e il loro interno è studiato in modo da ottenere un distacco dal disco del freno che diminuisca gli attriti e i surriscaldamenti.

La pinza è ricavata dal pieno e realizzata con 4 pistoni per lato, di diametro differenziato 19-22,2 mm, azionati da una pompa singola con stantuffo da 22,2 mm. Il corpo centrale ha una struttura a ponte che aumenta la rigidità complessiva dell’accessorio. La pinza è anche auto-registrante, con recupero automatico del consumo delle pastiglie.

Il peso è di poco superiore a un kg.
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IMPIANTO FRENO
FRENO POSTERIORE
FRENOANTERIORE
CARATTERISTICHE
VALORE AGGIUNTO
SCHEDA TECNICA
All’anteriore troviamo delle pinze con specifiche tecniche simili a quella posteriore; vale a dire: una pompa dedicata, con stantuffo da 22,2 mm di diametro, e pistoncini (in questo caso 3) da 19 mm. I dischi sono sempre in alluminio, autoventilati e con la superficie percorsa da canali circolari per favorire la pulizia delle pastiglie.

Cambiano, naturalmente, le dimensioni dei dischi, che hanno un diametro esterno di 160 mm e uno spessore di 12. Di conseguenza, la fascia frenante ha un diametro interno di 91 mm e un diametro sterno di 159. La lunghezza massima delle pastiglie è 85 mm.
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