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TKART magazine Prima Analisi | Jupiter. Il nuovo telaio omologato da Wright Kart
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JUPITER. IL NUOVO TELAIO OMOLOGATO DA WRIGHT KART

TKART Staff
06 Dicembre 2017
La storica azienda inglese Wright Kart, fondata nel 1978 da Simon Wright, partecipa alle nuove omologhe 2017 con il telaio Jupiter. Prodotto al top della sua ampia gamma
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IL TELAIO
FRENI E ACCESSORI
IL PARERE
SCHEDA TECNICA

Dopo il telaio “Apollo” (approvato dall’MSA per le categorie Cadet), la gamma della Wright Kart si arricchisce di "un’altra divinità”: Jupiter. Il nome del padre di tutti gli dei fa intuire che si tratti del top di gamma, destinato a tutte le classi da competizione per adulti e omologato dalla CIK-FIA con il codice 027-CH-02.
La scocca è interamente realizzata con tubi da 30 mm di diametro in acciaio al cromo-molibdeno. La struttura e le curve sono di tipo classico, con i tubi che vanno dal retrotreno all’avantreno realizzati con andamento parallelo e rettilineo. Anche le misure rientrano nei canoni, con il passo pari a 1050 mm, la carreggiata anteriore di 730 mm e quella posteriore di 640 mm, l’assale da 50 mm di diametro per 2 di spessore e una lunghezza di 1040 mm.
All’interno della nutrita offerta Wright Kart, che va dai telai per i più piccoli a quelli da competizione, fino ai mezzi per il noleggio, lo Jupiter prende il posto del Suzuka 3, che comunque resterà in produzione.

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IL TELAIO
FRENI E ACCESSORI
IL PARERE
SCHEDA TECNICA

L’impianto frenante, evidentemente omologato CIK, è di tipo idraulico e presente solo al posteriore. Il design è in un unico blocco con disco autoventilato di diametro pari a 192 mm e spessore 17 mm.

I cerchi e i componenti come porta cuscinetti e mozzi sono in magnesio di serie.

Due le barre di torsioni amovibili: anteriore e posteriore. Nel primo caso il tubo è a sezione circolare, nel secondo la barra è piatta e ruotabile.

L’obiettivo principale nella progettazione del nuovo telaio è stato quello di realizzare un mezzo semplice da regolare e da guidare, che si adattasse facilmente a piloti e tracciati diversi. Il tutto, senza rinunciare alle prestazioni.

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