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Tkart magazine

Sotto Esame | Jesolo Apache un kart con il telaio dal disegno rivoluzionario

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JESOLO APACHE UN TELAIO DAL DISEGNO UNICO

20 Febbraio 2017
CIK-FIA 2012 - 2017

OMOLOGA
La prima omologa dello Jesolo JP1 Apache è del 2012

KZ - KZ2

CANFIGURAZIONE
Il telaio è adatto sia per l’utilizzo con i motori monomarcia, sia a marce. Nelle foto, è in versione KZ

30

DIAMETRO TUBI
In genere si usano tubi da 30 e 32 mm. O tutti uguali, o mischiandoli. L’Apache ha tubi tutti da 30

MANUALE

SALDATURE
Due le “scuole di pensiero”: a mano o robotizzata.
La Jesolo Kart salda manualmente

MAGNESIO

ACCESSORI
Accessori in magnesio con barre e qualche altro particolare in alluminio, nell’Apache by Jesolo

Dimentichiamo ciò che sappiamo sui telai di kart! Partiamo da zero. Osiamo! Dev’essere stato questo il mantra della Jesolo Technology Kart nel progettare il telaio Apache, senza dubbio il prodotto più anticonvenzionale dell’ultimo decennio di omologazioni nel kart.

A guidare il progetto Gianluca Giacchetto, titolare dell’azienda e da anni apprezzato costruttore e “uomo di kart” a 360°: “L’obiettivo principale in fase di progettazione - spiega - è stato mantenere il peso il più possibile vicino al suolo, per aumentare la scorrevolezza in curva, fattore fondamentale per un telaio vincente”.
Per centrare l’obbiettivo i tecnici Jesolo hanno realizzato un telaio con un unico tubo perimetrale piegato in sequenza ben dodici volte (“Una pazzia da realizzare con la piegatubi...”), posto tutto sullo stesso asse: una soluzione unica nel panorama kartistico odierno, dove tutti i telai hanno i tubi dei longheroni di diverse altezze tra anteriore e posteriore. A questa caratteristica inedita si affianca, poi, un posizionamento della traversa centrale che, a differenza dei telai classici, non si unisce direttamente ai tubi più esterni, bensì a quelli interni.
Il prolungamento creato per agganciare la traversa centrale su lato sinistro, dà la possibilità di fissare la barra quadra supplementare, trasformando il telaio, di fatto, in un “quattro canne”. “Questa ricerca di concentrazione del carico ‘all’interno’ del telaio - spiega Giacchetto - ha avuto riscontri positivi, specie sulla trazione del kart a ruote dritte".

Con il pilota a bordo, le forze sono distribuite omogeneamente, non più solo su una zona del telaio: un fattore che aiuta la messa a punto del kart e che si nota maggiormente nelle situazioni in cui il grip in pista è minore.
Il “motivo tondo”, creato nel disegno della scocca e presente in tutti i tubi principali da 30 mm di diametro, fa da contrasto a un’altra novità dell’Apache: le barre quadre, usate, oltre che per le due barre supplementari, anche per i supporti del sedile e del serbatoio. Questi, in particolare, sono lavorati con delle fresate in varie altezze così da poter alloggiare all’interno cavi e tubi benzina, mantenendo ordinata la zona.

Concentrandosi sull’anteriore del telaio, non possono non saltare all’occhio i due tubi trasversali che partono dalle C e curvano verso il frontale del kart. Il sistema è poi saldato al telaio perimetrale tramite uno scatolato, creando una sorta di barra di torsione che funge da sospensione meccanica.
Questa, perlomeno, è la versione omologata CIK-FIA, perché in realtà il progetto originale della Jesolo prevede una soluzione dell’anteriore avvitata che dà grossi vantaggi in pista.
“Prima di tutto – spiega Giacchetto – con questa configurazione l’avantreno risulta più flessibile e consente al kart di passare sui cordoli mantenendo l’impronta della gomma opposta completamente appoggiata all’asfalto”.

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JESOLO TECHNOLOGY KART

Gianluca Giacchetto, dopo anni di esperienza come tecnico, nel 2003 decide di diventare Costruttore di telai fondando la Jesolo...

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