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Sotto Esame | KR1 M.Y. ‘22, il Kart Republic specifico per le categorie shifter

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KR1 M.Y. ‘22, IL KART REPUBLIC SPECIFICO PER LE CATEGORIE SHIFTER












CIK-FIA 2022

OMOLOGAZIONE
Il nuovo telaio Kart Republic KR1 MY22 è omologato con il numero d’omologa 023-CH-07.

KZ

CATEGORIA
Telaio omologato per tutte le categorie, ma ha una struttura più rigida del “fratello” KR2, quindi è più indicato per quelle a marce.

32 mm

DIAMETRO TUBI
Questo telaio è formato da tubi in acciaio tutti dal diametro di 32 mm, al contrario della modello monomarcia di casa Kart Republic, il KR2, che è costruito con un mix di tubi 30/32.

ROBOT

SALDATURE
Il telaio Kart Republic KR1 MY 2022 è realizzato attraverso un processo di saldatura ad arco continuo completamente automatizzato.

MAGNESIO

ACCESSORI
Gli accessori previsti per questo telaio sono di serie in magnesio disponibile, a scelta, in due versioni: classico oppure con trattamento OXiTECH (by AMV, “Chrome free”). Al momento solo i gusci portacuscinetto sono in Anticorodal e garantiscono una maggior durata rispetto ai medesimi componenti realizzati in magnesio.

Il KR1 Model Year ‘22 è l’evoluzione dell’omonimo telaio di Kart Republic nato nel 2018 e realizzato tutto con tubi da 32 mm di diametro, espressamente pensato per le categorie shifter. Il KR1 sin dai suoi esordi ha collezionato risultati di rilievo (su tutti, un terzo e un secondo posto al FIA Karting World Championship KZ, rispettivamente nel 2021 e nel 2018, oltre alla vittoria del FIA Karting European Championship, sempre in KZ, nel 2022 e nel 2019) e confermato le grandi qualità tecniche e manageriali del fondatore del marchio veneto: Dino Chiesa. Una delle personalità di spicco nel mondo del karting, che negli anni è stato team manager e mentore di alcuni piloti che sono entrati nell’olimpo del motorsport. Qualche nome? Lewis Hamilton, Nico Rosberg, Giorgio Pantano, Lance Stroll, Nyck De Vries e Alex Zanardi... Insomma, quando c’è la firma di Dino Chiesa le aspettative sono sempre alte.
Il KR1 M.Y. ‘22, come il suo predecessore (per saperne di più sul precedente modello leggi “Sotto esame - KR1, il nuovo telaio di Dino Chiesa per le classi KZ”), è il frutto della partnership tra il know-how maturato in pista dal fondatore di KR e quello produttivo di Breda Racing, azienda (esterna a KR) produttrice, da oltre trent’anni, di componenti e attrezzature per auto da corsa e che, per i telai KR, è responsabile della produzione e della parte relativa a verifiche e omologazioni. Sebbene il nome del telaio rimanga invariato rispetto al vecchio modello, insieme al numero di omologa, alla base di questo nuovo telaio vi è il preciso obiettivo di ottimizzare alcune delle aree migliorabili del suo predecessore, abbinando un rinnovamento estetico-cromatico nel segno dell’evoluzione e della continuità. Il tutto tenendo sempre presenti i punti fermi della filosofia di Dino Chiesa: leggerezza, performance e facilità di messa a punto del telaio.

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    I perni dei fuselli, quelli su cui si montano le ruote, sono avvitati e non saldati.

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    La regolazione degli angoli di camber e caster è, come per il precedente modello, affidata all’originale sistema Easy-Caster, per modifiche rapide e distinte delle geometrie all’anteriore.

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    Il sistema frenante è l’AP-RACE 06 by Parolin Racing Kart con pinze ad attacco radiale sia all’anteriore (nella foto) sia al posteriore.

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    Sul lato anteriore dei castelli portacuscinetto, la saldatura con i longheroni è stata fatta interponendo un rinforzo tra le due parti in modo tale da meglio distribuire meglio il carico che sollecita i longheroni, garantendo ora una durata maggiore dell’insieme.

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    Il Nuovo volante da 320 mm a 4 razze con impugnatura high-grip.

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    A un primo colpo d’occhio si nota subito l’evoluzione grafico-cromatica del nuovo modello (nel segno dell’evoluzione, non della rivoluzione), sebbene le forme di fondo rimangano invariate, grazie alla conferma del kit carene Dynamica, della linea Eurostar, comparto accessoristica della Parolin Racing Kart, nella nuova versione 2022 (adeguato quindi alle più recenti e restrittive regole di omologazione, che prevedono carichi maggiori per il superamento dei crash test). Il disegno, così come la struttura interamente formata da tubi da 32 mm di diametro, della scocca rimane indicato maggiormente per le categorie a marce, con una geometria studiata ad hoc da Dino Chiesa. Oggetto della nostra analisi sarà proprio questa configurazione, sebbene il kart possa essere tranquillamente utilizzato anche per le categorie direct drive. Alcuni degli sviluppi non sono direttamente visibili, interessando la parte di realizzazione: dal controllo qualità, alla scelta dei materiali e dei trattamenti.

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