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Tkart magazine

Sotto Esame | Mad Croc. Nato vincente

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MAD CROC. NATO VINCENTE

13 Febbraio 2016
CIK-FIA 2015-2020

OMOLOGA
Il “timbro” della CIK-FIA sull’MC-01 è arrivato nel 2015. Scadrà nel 2020

KF - KFJ

CONFIGURAZIONE
Il telaio è omologato per tutte le categorie. Quello fotografato da TKART è in configurazione per i kart monomarcia

30

DIAMETRO TUBI
In genere i tubi hanno diametri di 30 e 32 mm. Misti o tutti uguali. L’MC-01 ha tubazioni tutte da 30

ROBOT

SALDATURE
Due le “scuole di pensiero”: saldature manuali o automatizzate. il Mad Croc è saldato manualmente

MAGNESIO

ACCESSORI
Alcuni accessori sono in Ergal. Flange, porta cuscinetti assale, mozzi e cerchi sono in magnesio.

Tra gli ultimi arrivati nel panorama del kart internazionale, e già campione europeo KF con Ben Hanley, il nuovo Mad Croc poggia le sue basi sull’esperienza di un “grande” come Armando Filini

Da un lato l’assoluta novità di un nome (omonimo della bevanda energizzante) mai visto prima nel karting e alla sua stagione di debutto. Dall’altro l’esperienza di un uomo come Armando Filini, da una vita nell’ambiente e protagonista di tanti successi, in pista e in azienda.
Risultato? Un kart sorprendente, molto veloce, con alcune soluzioni originali e già vincitore del Campionato Europeo CIK-FIA in KF.
Doveroso, dunque, metterlo sotto la lente di ingrandimento. Per farlo, abbiamo preso il modello l’MC - 01, omologato per le categorie KFJ, KF e KZ. In realtà, fra la versione con le marce e quella senza ci sono delle piccole differenze, ma i telai sono perfettamente intercambiabili, grazie al fatto di avere tutti gli attacchi della leva del cambio, le stesse forme e uguali fuselli.
Qualcosa differisce nei castelli porta cuscinetti dell’assale (più grandi e rigidi nel KZ per una maggiore trazione), nella lunghezza degli assali e, ovviamente, nell’impianto frenante.
Anche le soluzioni più originali del Mad Croc si trovano indistintamente sui modelli KF e KZ, come avviene, per esempio, con i tubi di supporto sedile nella parte destra del telaio, le cui forme piuttosto contorte sono pensate per ospitare i motori di entrambe le classi.

Puntiamo a un telaio sul quale non bisogna praticamente effettuare regolazioni”. È questo l’obiettivo dichiarato da Filini. Che prosegue: “A me non piacciono i sistemi complessi di regolazione degli angoli delle C, complicano solamente. La pista, il giovedì, a inizio gara, è totalmente diversa dal sabato e dalla domenica. Inutile impazzire con regolazioni che poi dovranno essere nuovamente cambiate. Noi fondamentalmente lavoriamo su due parametri: caster e assale posteriore. Quest’ultimo non varia come materiale, ma solo come lunghezza: 103 e 106 per il KZ e 100 e 103 per il KF. L’assale più corto libera di più, quello più lungo lega e dà maggior trazione”.

Anche le carreggiate Filini preferisce tenerle praticamente fisse (se non altro per assetto da asciutto) con 140 cm al posteriore (valore massimo per regolamento) e spessori da 10 mm per lato per la carreggiata anteriore (in casi eccezionali modificabile con spessori da 5 mm, ma non superando mai i 25 mm per lato).

Un’ulteriore variabile la concede la barra removibile anteriore in naylon, con forma appiattita al centro. Viene utilizzata piatta per avere maggiore morbidezza e telaio più libero all’anteriore, risultando più adatto alle curve lente.

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ARMANDO FILINI, la "mente" dietro il Mad Croc

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