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Sotto Esame | Analisi completa dei CRG 1° e 3° al 2022 FIA Karting World Championship KZ di Le Mans

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ANALISI COMPLETA DEI CRG 1° E 3° AL 2022 FIA KARTING WORLD CHAMPIONSHIP KZ DI LE MANS

08 Ottobre 2022 • 15 min. lettura
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La squadra corse ufficiale di CRG è stata protagonista indiscussa del 2022 FIA Karting World Championship KZ, permettendo a Viktor Gustavsson di laurearsi Campione del Mondo KZ e a Jeremy Iglesias di chiudere il podio in terza posizione. Il mondiale della massima categoria dei kart a marce si è tenuto sul circuito francese di Le Mans, in un fine settimana (dall’1 al 4 settembre) caratterizzato da condizioni meteo variabili che hanno influito molto sull'affinamento dell’assetto da parte dei vari team presenti. Qualifiche, manche e finale si sono giocate sul filo dell’equilibrio, restituendo passi gara davvero molto simili per i piloti di testa. Proprio per questo a risultare decisiva sul risultato finale è stata la posizione di partenza e il ritmo tenuto in gara, piuttosto che la capacità di segnare la miglior prestazione assoluta a livello di tempo sul giro. Questa è stata, lap chart alla mano, la differenza tra i due piloti CRG: Gustavsson, al volante di un CRG KT2, ha sfruttato una partenza a fionda per prendere la testa della gara a metà del primo giro (con un deciso sorpasso su Simo Puhakka) e non lasciarla più fino alla bandiera a scacchi; mentre Iglesias, su CRG Road Rebel (per altro in una versione e migliorata che ha esordito proprio in occasione del mondiale), seppur in termini assoluti leggermente più veloce (ha siglato il “best lap” della finale in 49”733, ben 0.115 secondi più rapido di Gustavsson), non è riuscito a chiudere il gap con il compagno di squadra. E sebbene i due abbiano, quindi, mostrato un passo sostanzialmente simile, diametralmente opposte sono state le scelte in termini di scocca, assetto, bilanciamento dei pesi ed erogazione del motore.

In questo articolo TKART, grazie ai contributi fotografici e alle informazioni “rubate” in pista subito dopo la finale dai suoi invitati sulla pista francese, analizza tutte le peculiarità e le differenze tra due dei kart shifter sul podio del mondiale KZ e proverà a rispondere alle domande che molti appassionati spesso si pongono: cosa caratterizza un kart campione del mondo? Come sono studiati (e perché) gli assetti del kart vincitore del mondiale? Leggete.

Partiamo dalla “base”, ovvero dalla scelta del telaio da parte dei due piloti. Una decisione generata sulla base di diversi elementi: le condizioni della pista, il meteo (variabile durante tutto il week-end con condizioni miste tra l’asciutto e il bagnato, anche se la finale ha avuto luogo in condizioni favorevoli con temperatura elevate e asfalto asciutto), il feeling del pilota… In ogni caso, qualunque sia la ragione che ha indotto Gustavsson e Iglesias a compiere la propria scelta, sappiamo per certo che dalla scocca dipendono molte delle differenze - in termini di set-up e di componentistica utilizzata - messe in campo dai due piloti e che analizzeremo nell’arco di questo articolo. Viktor Gustavsson, il pilota svedese arrivato primo al traguardo, per la finale, tra le scocche che il team CRG aveva preparato per la gara (KT2 e Road Rebel) ha optato per la KT2 caratterizzata da tubi in acciaio al cromo-molibdeno da 30 mm di diametro. È interessante sottolineare come il pilota svedese abbia selezionato una scocca tendenzialmente “morbida” e che, per questo, risulta maggiormente utilizzata nelle categorie monomarcia. In controtendenza, quindi, rispetto alle classiche logiche che spingono alla scelta di telai più rigidi perché più indicati per le categorie Shifter (come la KZ), Gustavsson ha però dimostrato di trovarsi assolutamente a proprio agio tra le curve del circuito francese proprio al volante di una scocca strutturalmente meno rigida. Jeremy Iglesias, l’altro pilota del team CRG e 3° alla bandiera a scacchi, ha invece selezionato (per le condizioni asciutte) la più classica (e storicamente vincente) scocca Road Rebel (che TKART ha analizzato in un “Sotto esame” dedicato), costituita da tubi in acciaio al cromo-molibdeno da 32 mm di diametro, più tenace rispetto alla KT2 e quindi idealmente più adatta a garantire il grip necessario quando si ha a che fare con i potenti motori shifter della KZ.

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