Bentornato Marco Ardigò

Bentornato Marco Ardigò

A Muro Leccese, 3° round della WSK Super Master Series 2018, è successa una cosa che da quel che ho capito ha fatto contenti tutti, ma proprio tutti: Marco Ardigò è tornato. Nel senso che è tornato alle corse, e che le sue performance che ormai da anni conosciamo sono intatte.

Dove era andato?

Era in stop forzato a causa di un problema fisico alle costole iniziato a Sarno 2017 che ha funestato la scorsa stagione del pilota italiano e che aveva addirittura messo in dubbio il prosieguo della sua carriera. Noi lo avevamo visto dopo il mondiale di Wackersdorf: il suo volto e il costato puntinato dai segni delle iniezioni degli antidolorifici avevano fatto pensare a una carriera al capolinea. La KZ è una categoria che ti obbliga a essere sempre un filo sopra il 100%, se vuoi anche solo pensare di giocarti la vittoria, e Ardigò era molto al di sotto di quella soglia e in balia di un problema fisico e delle sue complicazioni che non sembravano avere soluzioni.

Dopo il mondiale arriva il riposo forzato per “vedere se la situazione migliora”. Poi l’inverno e nuovi medici pronti a capire e risolvere il problema.
Così arriviamo a ieri, La Conca. Marco torna e fa il test dei test, su un dei banchi di prova più duri, considerato il grip e la conformazione della pista. E lo supera: secondo alla fine dei 20 giri della finale.

Un risultato incredibile, che ha del sorprendente e che fa contenti tutti. In primis, gli appassionati di kart, perché hanno ritrovato un pilota di riferimento, 3 volte campione del mondo che, viste le performance, era ancora ben lontano dal dover appendere il casco al chiodo.

È contenta, ovviamente, anche la Tony Kart, che ritrova il proprio pilota di punta. Sotto la tenda dei Verdi i piloti veloci non mancano, ma in questo inizio di stagione, quando si è trattato di fare risultato alla fine del weekend, Simo Puhakka e Matteo Viganò non sono andati, per una ragione o per l’altra, oltre il 12°/13° posto (e a Muro Leccese non sono riusciti a fare molto meglio).

E, faticherete a crederlo, ma ve lo possiamo assicurare perché gli abbiamo parlato in maniera informale ed era sincero, del ritorno di Marco Ardigò è contento anche un certo… Paolo De Conto.

L’uomo che con CRG e TM Racing sta lasciando un segno che rimarrà indelebile nella categoria KZ, ritrova il suo avversario di riferimento e che probabilmente stima di più. Non ce ne vogliano gli altri piloti, ma Marco Ardigò – nel pieno della sua forma fisica – è forse il pilota che per esperienza, visione della gara e velocità, in questo momento può mettere sotto pressione e in seria difficoltà l’inarrestabile De Conto nella stagione 2018.

In ultimo, va detto, il ritorno di Marco Ardigò ha fatto contento… Marco Ardigò. Perché il più felice di tutti è chiaramente lui. Marco questo weekend si è tolto un peso enorme, ha capito di essere ancora lo stesso che da oltre 10 anni si gioca e vince campionati, gare e titoli in ogni parte del mondo. A fine gara era piegato dalla fatica, a causa dell’allenamento praticamente nullo degli ultimi mesi. È arrivato che “il kart mi guidava lui, non ero io che lo guidavo“. Gli avambracci “di legno”, le traiettorie meno precise, certo. Però è arrivato, senza dolori alle costole e a podio, subito. Davanti a tutti i suoi compagni di squadra. Dietro solo a quello che è il numero 1 della categoria. E con la consapevolezza che ora si tratta “solo” di tornare a girare e rimettersi in forma.

Marco Ardigò, nel 3° round della WSK 2018, ha fatto qualcosa di speciale. Tornare a correre senza allenamento ed essere immediatamente a questi livelli in KZ è come tenere fermo Messi per 6 mesi e poi chiedergli di giocare i 90 minuti della finale di Champions e di segnare anche il goal della vittoria.
Ardigò ce l’ha fatta: ha finito la gara e portato a casa il risultato. La rabbia repressa per mesi farà il resto, e il karting, sicuro, ne guadagnerà. Ci divertiremo.