Siegfried Stohr: le mie imprese senza freni

Siegfried Stohr: le mie imprese senza freni

“L’episodio che mi portò a correre per la nazionale, e di fatto mi aprì le porte del professionismo, ha dell’incredibile…”

Era il 1969, Pista d’Oro, a Roma. Si correva a squadre, io ero nell’Emilia Romagna.
Con me, ma per la I categoria (io ero della II), c’era anche Venieri, un pilota già affermato.

Il giorno prima della gara gli feci provare il mio kart, e lui girò mezzo secondo meglio di me.
La cosa mi fece rimanere un po’ male perché, anche se giovane e sconosciuto, mi consideravo già un buon pilota. Però il giorno dopo, in gara, tutte le categorie correvano insieme e la differenza non era altissima, tanto che a un certo punto mi ritrovai in testa proprio davanti a Venieri.

Facemmo una serie di giri mantenendo le posizioni, mentre il mio meccanico continuava a sbracciarsi per dirmi di lasciarlo passare: eravamo nella stessa squadra e lui era un pilota famoso di prima categoria.
Io non mi decidevo e non so se lui non riuscisse a superarmi o aspettasse che io gli lasciassi via libera…