“Gomez, velocissimo con qualsiasi assetto”, parola di Giancarlo Tinini

“Gomez, velocissimo con qualsiasi assetto”, parola di Giancarlo Tinini

Il Mondiale OK, tenutosi nel fine settimana del 29-31 ottobre 2021 sul tracciato spagnolo di Campillos, ha portato alla ribalta un rookie brasiliano: Gabriel Gomez. Alla seconda gara nella categoria e a bordo di un kart ufficiale del CRG Racing Team, è stato uno dei principali favoriti alla vittoria fin dalle qualifiche. Per conoscerlo meglio, abbiamo parlato con il patron di CRG Giancarlo Tinini (che lo ha voluto qui in Europa), il quale ci ha anche ha anche rivelato che le gomme del Mondiale…

C’è chi dice che il talento sia alla portata di tutti, ma saperlo concentrare e sfruttare in ogni momento è una dote più che rara, per pochi eletti. Il FIA Karting World Championship è la gara che tutti i kartisti sognano, almeno una volta nella propria vita, di poter vincere, ma solo in pochi hanno il privilegio di riuscirci. Soprattutto se lo si affronta da rookie della categoria. C’è qualcuno, però, che quest’anno, ha rischiato di realizzare il grande sogno alla sua prima apparizione nella classe OK in un mondiale. Parliamo di Gabriel Gomez, arrivato in Europa direttamente dal Brasile – dove, casualità vuole, doveva tenersi inizialmente il Mondiale – grazie al CRG Racing Team, per volontà del patron Giancarlo Tinini. Pole position in qualifica, due podi e una vittoria nelle qualifying heat: questi sono i risultati ottenuti dal brasiliano che, udite udite, era alla sua seconda presenza in categoria, con la prima datata solamente una settimana prima per la Champions of the Future. Solo uno sfortunato contatto in finale ha messo la parola “fine” su una storia, nonostante tutto, esaltante. Ma chi è questo Gomez, catapultato in fretta e furia a Campillos e già tra le stelle della scena internazionale? Lo abbiamo chiesto proprio a Giancarlo Tinini.

Partiamo dall’inizio di questa storia: chi è Gabriel Gomez e come lo avete scoperto?
Gabriel è già venuto lo scorso anno a Portimão (in occasione del Mondiale, ndr) e ha corso nella classe OKJ. Lui è pilota ufficiale della DTR, il nostro rappresentante in Brasile, e corre al fianco di Olin Galli, il veterano della squadra. Dominano costantemente le classifiche di campionato in Brasile e anche quest’anno hanno centrato il primo e il secondo posto.

Come è nata la possibilità di portare Gomez al Mondiale OK di Campillos? Avete avuto modo di vederlo in azione nei test o veramente ha indossato casco e tuta per la prima volta in Spagna in questa categoria?
Olin è già il terzo anno che viene al Mondiale e ha sempre raggiunto la finale. Quest’anno, lui e Gomez hanno preso parte a più gare in Brasile, in preparazione proprio all’edizione 2021 che, originariamente, si doveva disputare là. Essendo pilota ufficiale della DTR e compagno di squadra Olin, abbiamo aiutato anche lui.

Il venerdì sera, il cognome di Gomez era sulla bocca di tutti. Un pilota che, al debutto in categoria e addirittura in un palcoscenico delicato come il Mondiale, ha messo dietro tutti in qualifica. Cosa vi ha colpito di più, oltre ovviamente alla pole position?
Principalmente, ci ha colpito che, con qualsiasi modifica che facevi, era costantemente velocissimo. Anche con qualsiasi tipo di gomma, usata o nuova. Se guardiamo anche la settimana prima, alla Champions of the Future, ha ottenuto il miglior tempo nel suo gruppo di qualificazione e nella classifica generale era terzo. C’è da tenere conto che, in quell’occasione, ha corso con dei motori che si è portato dal Brasile, ottenendo due vittorie nelle manche e una rottura. Mentre al Mondiale abbiamo avuto il supporto ufficiale da parte della IAME.

Parlando del vostro weekend, la finale ha, diciamocelo onestamente, consegnato un risultato per voi molto deludente. Cosa vi è mancato per concretizzare le possibilità di vittoria, soprattutto con Gomez?
Purtroppo è stata colpa della pioggia. Gomez non ha un buon feeling con il bagnato, gli manca ancora qualcosa. Gli abbiamo consigliato, quando ha la possibilità, di provare sul bagnato in Brasile, perché qui da noi la pioggia è abbastanza frequente. Tant’è vero che nel warm-up della domenica mattina, che si è svolto con pista bagnata, abbiamo capito che in quelle condizioni non avremmo avuto speranze.

Le voci nel paddock hanno parlato con insistenza del “problema gomme”, secondo le quali gli pneumatici non avrebbero offerto prestazioni omogenee tra un treno e l’altro. Voi avete registrato differenze?
Le voci nel paddock parlavano costantemente di questi problemi, ma per noi le gomme non sono state un problema. I nostri problemi sono stati di diversa natura. Noi, nella OKJ, non eravamo tecnicamente a posto per poter puntare al titolo. Abbiamo fatto diverse prove, ogni volta che abbiamo sentito nel paddock parlare di differenze tra le gomme e i codici a barre che le contrassegnavano, ma non abbiamo mai evidenziato delle differenze che potessero giustificare tutto il parlare che si è fatto relativamente a questo tema. Non posso dire che gli altri non avessero ragione, posso solo dire quella che è stata la realtà per il nostro Racing Team: differenze non ne abbiamo trovate.