Mondiale in Brasile, parla Massa: “Si farà, non c’è un piano B al momento”

Mondiale in Brasile, parla Massa: “Si farà, non c’è un piano B al momento”

Felipe Massa, presidente FIA Karting, in una intervista esclusiva a TKART, dichiara di non avere molti dubbi in merito alla fattibilità del Mondiale OK-OKJ 2021 nel suo Brasile: la data (28-31 ottobre) e il luogo (Birigui, Brasile) restano assolutamente confermati.
L’opinione diffusa tra i team manager dei principali team del karting internazionale, però, sembra andare nella direzione opposta.

Qualche dubbio sulla reale fattibilità del FIA Karting World Championship per le categorie OK e OK-Junior 2021 era nato dopo il primo appuntamento del Campionato Europeo OK – OKJ a Genk. In quell’occasione i 22 team presenti alla manifestazione (i racing team ufficiali delle case costruttrici e i team privati più blasonati al mondo) avevano firmato una lettera di intento comune indirizzata alla FIA dichiarando anticipatamente che non avrebbero partecipato al mondiale nel caso questo fosse rimasto fissato in Brasile. Le ragioni: i rischi sanitari dovuti a una trasferta verso un Paese che al momento ha una situazione sanitaria, dovuta alla pandemia COVID-19, piuttosto complicata. In secondo luogo, poi (è una nostra ipotesi), anche la volontà, da parte dei team, di non affrontare una gara così complicata a livello logistico (e di conseguenza costosa) all’interno di un biennio abbastanza incerto economicamente, proprio a causa della Pandemia.

Detto che il numero minimo di partecipanti per poter realizzare il mondiale lo si potrebbe raggiungere anche senza l’apporto dei team europei che solitamente calcano la scena delle gare più prestigiose (FIA e WSK) è altresì vero che un mondiale senza i nomi forti del karting (sia a livello di piloti sia per quel che riguarda i team) sarebbe probabilmente un mondiale… A metà e di valore inferiore.
La cosa, però, non sembra spaventare Felipe Massa, che in una intervista esclusiva ci ha spiegato il suo punto di vista in merito.

Qual è l’attuale situazione relativamente al mondiale?
In merito al campionato del mondo non c’è nulla da dire e non c’è nessun cambiamento: il mondiale in Brasile si farà. Così come al momento è deciso che si farà il GP del Brasile di F1, una settimana dopo. Bisogna valutare la situazione giorno per giorno e non c’è nessuna ragione al momento per prendere una decisione diversa dal fare il mondiale in Brasile nella data definita.

Come hai reagito alla lettera dei team nella quale hanno dichiarato che non parteciperanno al mondiale se questo si terrà in Brasile?
Ricevo molte lettere dai team, di vario genere. Ma al momento questo non sposta la data e il luogo del mondiale 2021. Se si potrà viaggiare, se ci si potrà spostare senza impedimenti e in sicurezza, non vedo perché non si debba fare la gara. La cosa più importante che c’è è la sicurezza, quindi per noi è senza dubbio quello il target principale, ma se non ci saranno controindicazioni, faremo la gara come programmato.

Aiutaci a capire qual è la situazione covid del Brasile
Il Brasile è 2 o 3 mesi indietro rispetto all’Europa. La situazione ha già iniziato a migliorare. Il numero di decessi sta già migliorando. Anche i problemi legati agli ospedali stanno migliorando. Il Brasile, oggi, è il quarto o quinto Paese che vaccinerà di più. Però questo non arriva in Europa, arrivano sempre notizie negative. Noi stiamo valutando ogni settimana, ogni mese, la situazione però fino ad agosto non ci saranno delle decisioni. Poi se ci sarà davvero un problema che ci impedirà di viaggiare o per la sicurezza è certo che lo dovremo affrontare.

Al momento non è quindi previsto un piano B?
No.

Nel paddock c’è la preoccupazione che uno sport più “amatoriale” come il kart rispetto alla F1, possa non saper gestire una situazione come quella attuale in Brasile
Le gare FIA non sono amatoriali.

Beh, rispetto alla F1…
No, no, non sono amatoriali. Amatoriali erano tutti i campionati che si sono svolti questo inverno nei quali non venivano usate neanche le mascherine, questo è amatoriale, non le gare FIA. La sicurezza è la cosa più importante per la FIA in tutti i campionati che stanno facendo: F1, Formula E… In tutti i campionati c’è un protocollo di sicurezza che se viene applicato gli eventi si possono realizzare.

Tu ci tieni molto a questo mondiale?
Io ci tento a tutti i mondiali. Sono a tutte le gare, come ora per esempio. Io ci tengo allo sviluppo del kart. E non solo in Europa.

Felipe Massa, quindi, tira dritto, non si muove di un millimetro dalla sua idea di portare il karting anche fuori dall’Europa nata oltre 2 anni fa quando la pandemia non era neanche nei nostri peggiori incubi.

Il presidente FIA Karting sa bene che non deve cedere alle posizioni dei team che, per natura, sono un po’ refrattari a intraprendere trasferte molto impegnative, magari oltreoceano e in un Paese dove è anche difficile importare i loro prodotti a causa delle elevate tassazioni. Per loro, inoltre, dietro a questo genere di trasferte si nascondo extra costi che per le gare europee non sono a budget. Per dirne uno, tutto il materiale che serve per il mondiale (telai, motori, attrezzatura…) deve essere spedito circa 2 mesi prima della gara stessa se lo si vuole avere per tempo in Brasile. Questo obbliga i team a dotarsi di doppio materiale, quindi, per poter correre le gare previste in Europa nel periodo che intercorre tra la spedizione verso il Brasile e il rientro del materiale stesso dopo la gara. Un extra budget che ricade ovviamente sulle spalle di team e piloti. Così come sulle spalle dei piloti ricadrebbe il costo di una eventuale ulteriore gara preparatoria. Bisogna sapere, infatti, che nel momento in cui un team e i suoi piloti decidono di partecipare a un mondiale, non lasciano nulla al caso. E, soprattutto se la pista non è nota perché esterna al circuito delle solite gare internazionali, si prevedono sempre delle sessioni di test e magari una gara preparatoria da realizzare 7 o 14 giorni prima del mondiale stesso. Questo, obbligherebbe, nel caso del mondiale in Brasile, a una trasferta oltremodo lunga per team, meccanici, piloti e accompagnatori in un altro continente, con conseguenti ricadute inevitabili sui costi. E all’aumentare dei costi, ovviamente, è prevedibile una diminuzione del numero dei partecipanti che si vogliono far carico degli stessi. E di questo i team sono ovviamente preoccupati.

Seppur si parli del karting internazionale, quello partecipato dalle più blasonate case costruttrici e dai team più competitivi e professionali, questo sport può essere difficilmente paragonato alle altre discipline motoristiche che si fregiano del titolo mondiale FIA. F1, WRC, Formula E… Sono campionati basati su budget ben diversi da quelli che girano nel mondo del karting. Una Birel Art, una CRG e una Tony Kart, giusto per fare tre nomi, non valgono una Ferrari, una Mercedes o una Red Bull sia in termini di disponibilità economiche sia in termini di strutture e personale. Quindi le procedure e le richieste fatte a un team di F1 (anche se consideriamo il più piccolo), e che sono sacrosante in ottica sicurezza, rischiano di mettere in seria difficoltà aziende ben più piccole e con organici nell’ordine delle decine di unità piuttosto che delle centinaia. E parliamo delle case costruttrici. Perché se estendiamo il discorso ai team privati (Ward Racing, Ricky Flynn Motorsport, Forza Racing, VDK Racing, SP… giusto per fare qualche nome) la situazione diventa ben peggiore e insostenibile, soprattutto in un periodo sfortunato economicamente come quello nel quale ci troviamo.

L’intento e il grande lavoro operato dal Presidente Massa sono sicuramente lodevoli, questo è fuor di dubbio. Portare il kart regolamentato FIA anche in Brasile e in molti altri Paesi nel mondo nei quali non è ancora presente è quanto di più giusto possa esserci e potrà solo dare benefici a tutto il sistema del karting. Che poi questo passi per l’organizzazione di una gara in Brasile nell’anno secondo della pandemia COVID-19, questa è un’altra storia tutta da discutere.

Dopo una raccolta di impressioni e opinioni tra i team presenti ad Essay per l’europeo, la sensazione è che gli operatori avvertano la FIA Karting come distante e non capace di comprendere a pieno il karting. Sembra che si sia instaurato ancora una volta una sorta di braccio di ferro con da un lato i costruttori / team, navigati operatori del settore che negli ultimi 40 anni hanno visto tutto e il contrario di tutto a livello regolamentare e promozionale, e dall’altro la Federazione che propone soluzioni distanti dalle concrete e reali necessità del karting e da cui team e costruttori si aspettano ben altro in termini di rilancio e promozione del karting, rispetto a una costosa gara in Sud America.
In effetti, facendo un ragionamento sul recente passato, se bastasse una gara in Brasile per sviluppare il nostro sport in quella nazione, visto che negli ultimi 8 anni si sono corsi ben 2 mondiali in Bahrain, oggi questo Paese dovrebbe essere la seconda patria del karting, dopo l’Italia, o comunque il mercato in maggior crescita. Invece…

Non ci resta che attendere e vedere se questo braccio di ferro tra FIA e case costruttrici/team verrà vinto dall’una o dall’altra parte, oppure se alla fine, grazie a delle mediazioni, si troverà un punto di incontro comune. La fine di agosto (quando i team dovranno per forza di cose spedire il materiale in Brasile per poter correre la gara) non è poi così lontana. Lì capiremo cosa ne sarà del mondiale OK-OKJ 2021.