Per la prima volta in questa stagione, la ROK Cup Italia approda al 7 Laghi Kart (Castelletto di Branduzzo) in occasione del sesto appuntamento di campionato, caratterizzato dalle calde temperature estive. Al termine del weekend sono emersi i seguenti leader di campionato: De Ruit Milan (Mini ROK U10), Almekdad Ghazi (Mini ROK), Kostrzewa Blazej (Junior ROK), Salemi Riccardo (Senior ROK), Sorbello Andrea (Expert ROK), Gaglianò Giuseppe (Super ROK) e Chiarello Marco (Shifter ROK).
Mini ROK U10
Tanti duelli e sorpassi, come sempre, nella Mini ROK U10.
Terza pole position consecutiva per Milan Romano De Ruit, autore di un tempo di 55.648 secondi in qualifica. Andrea Baraggi è secondo, con Zev Godschalk e Leon Giudicelli rispettivamente terzo e quarto. Gabriel Mara Varon è quinto, seguito da Mikhail Zanochkin, sesto, Giacomo Pozzoni, settimo, Gaspard Fauchet, ottavo, David Domanov, nono, e Anna Makolm, decima. La classifica continua con Yanchen Yuan, Oleksandr Dubinin, Giovanni Ventorino, Miguel Spina, Nicolò Zagatti, Mathias Riccardo Bartyan, Ludovico Maietti, Nelson Luis Cabrera Mondello, Pietro Zera, Pietro Cimieri e Iurii Danyliak.
Nella prefinale, De Ruit mantiene il comando dopo la partenza, mentre Godschalk sfrutta la linea interna per portarsi al secondo posto. Poco dopo, una bagarre nelle prime posizioni consente a Mara Varon di passare al comando, con Godschalk sempre secondo, Baraggi terzo, Zanochkin quarto e De Ruit che retrocede quinto. Al secondo giro la classifica cambia nuovamente: Godschalk si porta in testa, Baraggi è secondo e De Ruit risale fino al terzo posto, mentre Mara Varon si posiziona quarto. La bandiera a scacchi sancisce la vittoria di Godschalk, con Baraggi e De Ruit immediatamente alle sue spalle. Giudicelli chiude quarto, seguito da Zanochkin, quinto, Ventorino, sesto, e Mara Varon, settimo. Completano la top-10 Makolm, Spina e Maietti.
Nella finale, Godschalk sfrutta al meglio la pole position e rimane in testa e la classifica prende forma con Baraggi, De Ruit e Ventorino nelle posizioni immediatamente successive. I quattro danno vita a un’accesa battaglia per il primato, sempre con Godschalk nel ruolo di leader. Tuttavia, al quarto giro, nel tentativo di passare Baraggi, De Ruit è costretto a cedere tre posizioni e retrocede al settimo posto. La lotta si restringe quindi ai primi tre fino all’ultimo giro: Ventorino tenta l’attacco su Godschalk, ma commette un errore in frenata e viene superato da Baraggi, che però, a sua volta, non riesce a battere il leader. La bandiera a scacchi sancisce la vittoria di Godschalk, davanti a Baraggi, secondo, mentre Ventorino riceve una penalità di cinque secondi per lo spoiler frontale in posizione non corretta e retrocede al nono posto. Giudicelli è così promosso sul gradino più basso del podio, precedendo Zanochkin, De Ruit, Spina, Maietti e Makolm.
Mini ROK
È un weekend concitato e ricco di emozioni anche per i piloti della Mini ROK.
Filippo Frigerio è il più veloce nella sessione di qualifica di sabato mattina. L’italiano, con il tempo di 55.840 secondi, precede Mateo Gomez Castro, secondo. Ghjulian Letailleur è terzo, davanti a Mattia Pellin, quarto, Edoardo Galimberti, quinto, e Sebastian Schirripa, sesto. La classifica prosegue con Mathias Drexler, settimo, Giorgio Sapignoli, ottavo, Ghazi Almekdad, nono, e Patricio Fernandez Decevallos, decimo; seguono Lola Mukhammadiyev, Mattia Accarino, Matteo Meni, Samuel Dal Pozzo, Dorian Bazzoli, Michal Krzysztof Lepczynski, Antonio Martin, Emma Gatto, Massimo Barlocco e Andrea Chardonnet.
Nella prefinale, Frigerio si porta subito al comando, seguito da Gomez Castro, mentre Letailleur e Galimberti occupano le posizioni successive. Al secondo giro, Galimberti riesce a guadagnare il terzo posto ai danni di Letailleur. Davanti, Gomez Castro rimane in scia a Frigerio, senza tuttavia trovare l’occasione giusta per attaccarlo. Le posizioni non cambiano fino al traguardo, dove Frigerio conquista la vittoria davanti a Gomez Castro, secondo, e Galimberti, terzo. Letailleur chiude quarto, seguito da Drexler, quinto, Schirripa, sesto, Pellin, settimo, e Sapignoli, ottavo. Almekdad e Meni sono nono e decimo.
Nella finale, Frigerio parte ancora bene dalla pole position, ma alla prima curva Galimberti lo attacca e lo costringe ad allargare, favorendo Drexler che prende il comando. Al terzo giro, Galimberti passa in testa e poco dopo Frigerio guadagna il secondo posto. Nella fase centrale della gara arriva il sorpasso di Frigerio, che conquista la leadership. Al penultimo passaggio, però, Galimberti riesce a riportarsi momentaneamente al primo posto, ma Frigerio contrattacca con successo subito dopo. La finanel si conclude con il trionfo di Frigerio, con Galimberti, secondo, e Drexler, terzo. Schirripa centra il quarto posto, davanti ad Almekdad, quinto, e Gomez Castro, sesto. Si classificano in top-10 anche Pellin, Mukhammadiyev, Letailleur e Fernandez Decevallos.
Junior ROK
La Junior ROK si conferma estremamente combattuta fin dalle prime sessioni in pista.
David Moscardi centra la terza pole position stagionale, grazie al miglior tempo di 49.450 secondi. Anche Simone Seveso si mette in luce nella qualifica, posizionandosi secondo. Mikolaj Gawlikowski occupa il terzo posto, precedendo Adrian Potepa, vincitore del precedente round di campionato, quarto. Iven Ammann è quinto, seguito da Leonardo De Grandi, sesto, Elias Boullier, settimo, Patrick Bissa, ottavo, e il leader della classifica generale Blazej Kostrzewa, nono. Marco Pozzoni completa la top-10, mentre a seguire troviamo Nino Moulin, Stanislaw Grabowski, Vasco De Vito, Platon Kovtunenko, Timothee Moulin, Liam Andres Tegtmeier, Gianmaria Ferretti, Ilias Mitaki, Nicolò Poli, Leonard Wcislo, Dante Rodriguez, Alessandro Gorini, Aleardo Lambo, Simone Mercati, Daniel Ivanov, Rudy Koka, Gabriele Castelmani e Tommaso D'Ambrosio.
Nella prefinale, Moscardi conserva la prima posizione dopo il via, con Potepa abile nel portarsi al secondo posto davanti a Seveso e Ammann. La lotta per la vittoria si restringe presto a Moscardi e Potepa, con l’italiano capace di mantenere il comando sul rivale polacco, mentre Ammann supera Seveso per la terza posizione. Al termine dei 12 giri in programma, Moscardi taglia per primo il traguardo, precedendo Potepa, Ammann e Seveso. Blazej Kostrzewa è quinto, seguito da De Grandi, Bissa, Moulin, Gawlikowski e Pozzoni.
Nella finale, Moscardi si porta in testa al via, con Ammann in seconda posizione e Potepa terzo, mentre Bissa e Kostrzewa seguono nelle posizioni successive. Già nel corso del primo giro, però, Potepa si riporta in seconda posizione. Nel passaggio successivo, Bissa sale momentaneamente al terzo posto, per poi essere costretto a retrocedere dietro ad Ammann e Kostrzewa. Alla quarta tornata, Moscardi perde la leadership, sorpreso da Potepa, e poco dopo cede anche agli attacchi di Ammann. Solo all’ultimo giro, Moscardi prova a riprendersi la seconda posizione su Ammann senza riuscirci. La gara termina con il successo di Potepa, accompagnato sul podio da Ammann, secondo, e da Moscardi, terzo. Bissa e Kostrzewa completano la top-5, precedendo De Grandi, Seveso, Grabowski, Gawlikowski e D’Ambrosio.
Senior ROK
Un nome su tutti spicca nel corso del weekend della Senior ROK.
Riccardo Salemi colleziona la quarta pole position stagionale in qualifica. Il leader del campionato, con il tempo di 48.675 secondi, batte i compagni di squadra Andrea Barbieri, secondo, e Mattia D’Erme, terzo. Reduce dalla vittoria nel precedente round di Jesolo, Riccardo Brangero si posiziona al quarto posto, davanti a Christian Romeo, quinto, e Alessandro Cocchi, sesto. A seguire troviamo inoltre Alessio Costantini, settimo, Samuele Di Filippo, ottavo, Leonardo Monzani, nono, e Simone Taccola, decimo. La graduatoria continua con Nik Sculac, Luca Perelli, Christos Chatzis, Andrea Thej, Plamen Teliyski, Zhivko Bostandzhiev, Enrico Pietro Villa, Enzo Vidmontiene, Giovanni Polato, Rikardo Bakaj, Omar Locarini, Ludovica Miceli, Denis Todorov, Sebastiano Cecchini, Noemi Pradier e Andrea Ladina.
Nella prefinale, Salemi mantiene saldamente la leadership dopo il via, con Barbieri e D’Erme impegnati a difendersi da Brangero e Romeo, alle loro spalle. Tuttavia, con un sorpasso deciso al termine del giro d’apertura, Brangero supera D’Erme e si porta in terza posizione. Nelle fasi successive, Salemi aumenta progressivamente il proprio vantaggio sugli inseguitori e si impone al traguardo. Barbieri e Brangero chiudono rispettivamente secondo e terzo, mentre D’Erme e Romeo sono quarto e quinto. Sculac, Taccola, Monzani, Di Filippo e Costantini seguono in top-10.
Nella finale, è ancora Salemi a presentarsi al comando alla prima curva, seguito da Brangero e Romeo. Nei primi giri, il leader impone un ritmo che solo Brangero riesce a sostenere, mentre Romeo deve guardarsi dagli attacchi dei piloti Zanchi, Barbieri e D’Erme. Al gruppo si accoda anche Taccola, che si inserisce nella lotta per le prime posizioni. Con il passare dei giri, la situazione resta invariata, con Salemi che amministra il margine su Brangero fino al traguardo. La gara si conclude così con la vittoria di Salemi, davanti a Brangero, secondo, e Romeo, terzo. Taccola chiude quarto, seguito da Barbieri, quinto, e D’Erme, sesto. Completano la top-10 Sculac, Di Filippo, Cocchi e Polato.
Expert ROK
La Expert ROK si conferma combattuta anche nel sesto round stagionale.
A far segnare la pole position in qualifica è Marco Massironi, primo con il tempo di 49.598 secondi. Daniel Zajac, vincitore del precedente round di campionato, occupa la seconda posizione, mentre Andrea Sorbello e Alessandro Viganò sono rispettivamente terzo e quarto. Gianluca Todeschini è quinto, seguito da Cristiano Gautier, sesto, Gianluca Rubiolini, settimo, Marco Beretta, ottavo, e Michele Zampieri, nono.
Nella prefinale, Massironi parte bene dalla prima fila, con Zajac e Sorbello nel ruolo di primi inseguitori. Viganò, invece, cede il quarto posto a Gautier, per poi riprenderselo poco prima del termine del giro d’apertura. Grazie a un ottimo ritmo, Massironi guadagna velocemente un solido vantaggio sul resto del gruppo e ottiene agilmente la vittoria. Zajac chiude al secondo posto, davanti a Sorbello, terzo, e Zampieri, risalito fino al quarto posto. Gautier è quindi quinto, seguito, nell’ordine, da Todeschini, Viganò (penalizzato di 5 secondi), Beretta e Rubiolini.
Nella finale, dopo i primi metri, è Sorbello ad emergere in testa al gruppo, con Massironi al suo inseguimento e Zampieri capace di stabilirsi al terzo posto. Al secondo giro, invece, Viganò passa Todeschini per la quarta posizione. I primi quattro rimangono a lungo in contatto tra loro, senza tuttavia che le posizioni cambino nel corso della gara. Controllando al meglio la situazione, Sorbello può festeggiare la vittoria sul traguardo, con Massironi classificato secondo. Zampieri, terzo, precede di poco Viganò, quarto, e Zajac, nel frattempo salito al quinto posto. Todeschini, Beretta, Gautier e Rubiolini chiudono la graduatoria.
Super ROK
La Super ROK ha un unico punto di riferimento per tutto il weekend.
Giuseppe Gaglianò ottiene la sua prima pole position stagionale. Il leader della classifica generale è il più rapido grazie al tempo di 48.092 secondi, riuscendo a mettersi alle proprie spalle Riccardo Ferrari, secondo, Daniele Galbiati, terzo, e Alessandro Zini, quarto. Matteo Melis è quinto, davanti a Rayan Carré, sesto, Matteo Infantino, settimo, Nicholas Giuseppe Reino, ottavo, Francesco Koci, nono, e Alex Desario, decimo. Zachary Taylor, Nicolò Coppotelli, Mattia D’Abramo, Manuel Giovanni Gritti, Matteo Peruccio, Mirko Graziani, Shai Derungs, Luca Luongo, Tommaso Scarato, Lorenzo Poletti e Giulio Mazzolini (penalizzato per non aver realizzato almeno 3 giri in qualifica) completano la graduatoria.
Nella prefinale, Gaglianò resta davanti a Ferrari dopo la prima curva, mentre Galbiati e Reino entrano in contatto, terminando prematuramente la loro gara. Melis, invece, guadagna la terza posizione, con Zini alle sue spalle. Nelle fasi successive, Gaglianò riesce a staccarsi nettamente da Ferrari, che perde il secondo posto a favore di Melis. Nel frattempo, Taylor sale al quarto posto, davanti a Zini e D’Abramo. Al settimo giro arriva il colpo di scena: Melis è costretto al ritiro per un problema tecnico, cedendo così la seconda piazza a Ferrari. La corsa si conclude con la vittoria di Gaglianò seguito da Ferrari, secondo. Zini supera Taylor e conquista il terzo posto, con il canadese quarto, D’Abramo quinto e Koci sesto. Chiudono in top-10 anche Desario, Mazzolini, Gritti e Luongo.
Nella finale, partito nuovamente davanti, Gaglianò prende immediatamente il comando, con Zini abile a posizionarsi davanti a Ferrari al transito alla prima curva. Come accaduto nella prefinale, Gaglianò aumenta progressivamente il proprio vantaggio sugli inseguitori e celebra così il secondo successo stagionale. Zini è costretto a difendersi da Ferrari negli ultimi giri, ma riesce comunque ad assicurarsi il secondo posto davanti al compagno di squadra, terzo. D’Abramo termina ai piedi del podio, quarto, precedendo Taylor, quinto, e Desario, sesto. Partito dalle retrovie, Melis rimonta fino al settimo posto, con Mazzolini, Gritti e Koci alle sue spalle.
Shifter ROK
La Shifter ROK festeggia un nuovo vincitore stagionale a Castelletto di Branduzzo.
Per la prima volta in questa stagione, è Gabriele Bensi a ottenere la pole position in qualifica. L’italiano, con il tempo di 48.101 secondi, precede il rivale francese Mateo Moni, classificato secondo. Pietro Camerlengo guadagna il terzo posto, mentre Alessandro Merigo e Antonio Lagrotteria sono rispettivamente quarto e quinto.
Nella prefinale, Moni ha uno scatto migliore allo spegnimento dei semafori, ma Bensi chiude lo spazio alla prima curva, permettendo a Camerlengo di issarsi al secondo posto. Dopo un avvio non perfetto, Lagrotteria guadagna il terzo posto al termine del giro d’apertura, però nelle fasi successive viene superato sia da Moni sia da Merigo. Grazie al vantaggio accumulato nelle primissime fasi, Bensi amministra con tranquillità la corsa e taglia il traguardo davanti a tutti. Moni recupera il secondo posto e precede Camerlengo, terzo. Nonostante una penalità di tre secondi per non aver rispettato la procedura di partenza, Merigo è quarto, con Lagrotteria quinto.
Nella finale, Moni sorprende Bensi allo start e prende il comando, ma il francese resta in testa per appena un giro, venendo poi superato dall’italiano. Inizialmente, anche Camerlengo rimane in scia ai primi due, ma nelle fasi successive perde il contatto con loro. Bensi non riesce a staccare Moni nel corso della gara, ma si assicura comunque la vittoria, con il transalpino in piazza d’onore e Camerlengo sull’ultimo gradino del podio. Lagrotteria chiude quarto, mentre Merigo è costretto al ritiro.
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