Scegli la lingua.
TKART magazine Come Fare a | Migliorare la risposta dei pedali del kart: si può? Ha senso? La proposta di LG Racetec sotto esame
Exclusive Content

Migliorare la risposta dei pedali del kart: si può? Ha senso?

La proposta di LG Racetec sotto esame

Jacopo Colombo
11 Maggio 2026 • 21 min. lettura
alt
alt alt
Top partner
Top partner

I pedali, nel karting, sono storicamente dei componenti… Di secondo piano. Basti pensare che i costruttori di telai, per decenni, li trascurano totalmente, senza pensare per loro un percorso evolutivo né a livello tecnico né a livello di manufatto. Non a caso, nel corso della storia, questo componente è stato oggetto di solo 4 evoluzioni sostanziali. Negli Anni ‘50, con la nascita del karting, i pedali sono decisamente simili a quelli delle automobili del tempo, quindi non si tratta ancora di un componente specifico, pensato e costruito per i go kart. A partire dagli Anni ‘70, si passa alla costruzione mediante un semplice tubolare in acciaio piegato e cromato. Solo a partire dagli Anni 2000 alcuni costruttori pensano di impreziosire questo componente andandolo a realizzare in alluminio ricavato dal pieno, rendendolo componibile e introducendo le prime possibilità di regolazione. Un ulteriore e netto passo evolutivo, intorno al 2010, viene registrato con l’avvento dei pedali multi regolabili, in alluminio pressofuso.

In origine (dal 1956, anno di nascita del primo kart, fino a tutti gli Anni ‘70), i pedali dei kart sono molto simili a quelli in uso sulle automobili del tempo. Si tratta di componenti in metallo o in alluminio, frutto di una fusione, e senza alcun tipo di possibilità di regolazione.
alt
Il secondo passo evolutivo dei pedali dei kart (risalente agli Anni ‘70) è rappresentato dal modello tubolare piegato che ancora oggi viene utilizzato da alcuni costruttori. Si tratta di componenti pressoché privi di possibilità di regolazione, fatta eccezione per i punti di ancoraggio di acceleratore e freno.
alt alt
Una netta evoluzione dei pedali arriva negli anni 2000 con l’introduzione dei pedali ricavati dal pieno, regolabili e spesso dotati di una molla integrata per il ritorno nella posizione di “riposo”: una soluzione tutt’ora molto apprezzata e diffusa.
alt
Solo intorno al 2010, nascono i pedali multi regolabili, in alluminio pressofuso, con sistemi di ancoraggio al telaio mediante staff accessorie dedicate. Si tratta di elementi dotati di uno snodo che consente di modificare l’altezza del perno, ovvero il punto di appoggio della suola del piede, così da adattare il pedale alle diverse taglie di scarpa dei vari piloti. In questa fase evolutiva, il grado di personalizzazione continua a coinvolgere anche i punti di ancoraggio sia del cavo dell’acceleratore sia del tirante del freno, che possono essere fissati scegliendo tra le diverse opzioni generalmente disponibili sul corpo pedale.
alt alt
Negli ultimi anni si sviluppano molte varianti dei tipi di pedali illustrati fin qui. Succede quindi che alcune tipologie si mixino tra loro, integrando ulteriori soluzioni tecniche. Sopra, un pedale pressofuso, privo di snodo sull’elemento verticale, ma con una vasta offerta di opzioni per quanto riguarda il posizionamento del perno di spinta e del punto di ancoraggio del cavo dell’acceleratore/del tirante del freno. Sotto, un pedale con snodo centrale - in alluminio, ricavato dal pieno - con anche un doppio punto di fissaggio del perno e molti punti di ancoraggio dell’acceleratore/del freno.
alt alt
Continua a leggere l'articolo
Solo questa settimana, sconto del 50%!
5
Esplora questi e tanti altri
contenuti premium
Vai al Magazine