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TKART magazine Una Volta nella Vita | Guidare il kart di Schumi
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GUIDARE IL KART DI SCHUMI

Yanek Sterzel
10 Marzo 2016
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Guidare il kart di uno dei più grandi piloti di sempre, sulla “sua” pista di Kerpen.Un sogno... possibile
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Questa è una storia che risale a diverso tempo fa, ma che ancora oggi mi fa venire i brividi. La sua primissima genesi risale addirittura a fine 2006, quando assistetti al test di Michael Schumacher in kart a Lonato. Michael si era appena ritirato dalla F1 e si era dedicato a una giornata in pista per contribuire allo sviluppo del materiale Tony Kart e Vortex. Non credevo che un sette volte campione del Mondo potesse essere ancora così innamorato del kart. Tanto che mi dissi: “OK, su una F1 non c’è storia, la picchierei già nel muretto dei box. Ma con un kart, come me la caverei contro Michael Schumacher?”. In altre parole: il kartista della domenica, potenzialmente pelato, alto circa 1 metro e 80, che si allena si e no 10-15 volte l’anno con i kart, quanto si prende dal più forte pilota della storia?
Passò del tempo ma, ormai, nella mia testa l’obiettivo era fissato. Così, un giorno, decisi di far squillare il cellulare del signor Peter Kaiser.
Yanek Sterzel, direttore di TKART, nell’officina di Peter Kaiser, amico fraterno di Michael Schumacher e fondatore, insieme a lui e a Thomas Muchow, della KSM
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Nella sede della KSM, la società costituita da Kaiser, Schumacher e Muchow, i segni del sette volte iridato sono ovunque: dai vecchi kart di Schumi alle Ferrari F1
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“UN KARTISTA QUALUNQUE, CHE SI ALLENA GIUSTO OGNI TANTO, QUANTO GAP PUÒ PRENDERSI DAL PIÙ FORTE PILOTA DELLA STORIA?”

Il motore con le iniziali “S” e “M”... Nessun dubbio, siamo proprio nella “tana” di Michael Schumacher
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Kaiser è un amico fraterno di Schumacher, co-fondare con lui e l’altro amico Thomas Muchow, della KSM (Kaiser-Schumacher-Muchow). Inoltre, è da sempre nell’ambiente, in quanto gestiva il negozio della pista di Kerpen (quella dove è nato e cresciuto, agonisticamente, Michael Schumacher), ha un vero team che vince gare importanti ed è importatore per la Germania di Tony Kart, Vortex, ROK, Ibea e Vega. Peter rispose positivamente all’iniziativa, con una gentilezza e una disponibilità immotivate... ma certe domande, anche a distanza di anni, sono destinate a rimanere senza risposta. Quello che conta è che presi l’appuntamento per il 15 aprile 2009. A Kerpen. Solo un particolare: il kart sarebbe stato un Tony Kart/Vortex KZ. Timidamente provai: “Io da sempre uso i monomarcia...”. Ma Peter rispose: “Michael non ha mai girato con un KF a Kerpen, solo con il KZ...”. Fine della discussione. L’unica concessione fu di poter fare due tentativi: il primo “a freddo”, senza allenamento; il secondo, sei mesi dopo, con la possibilità, nel mentre, di allenarmi seguendo i consigli di Kaiser e Muchow. Inevitabili, passata l’euforia del momento, arrivarono i primi dubbi: io, che un 125 a marce l’avevo guidato due volte nella vita, avrei provato il kart di Schumi. Proprio il suo! Assistito, per giunta, non da Peppino ‘u meccanico, ma da Peter Kaiser e Thomas Muchow. Non è che stavo facendo una cazz...?
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