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Dossier | Tutto sulle sale prove motori

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Tutto sulle sale prove motori

Un banco prova ha bisogno di un luogo, una “casa”, che ne permetta l’installazione. Questo ambiente, in base alle caratteristiche che offre, può influenzare in maniera diretta e determinante l’attendibilità delle prove stesse che si effettuano al banco. Scopriamo quindi quali sono le personalizzazioni che possono fare la differenza. E visitiamo, in esclusiva, una sala prove davvero… Full optional! Quella del quattro volte campione del mondo, Alessandro Piccini. Seguiteci

L’installazione

Perché il “luogo” conta

Delineate le caratteristiche principali che definiscono il mondo dei banchi prova, (come vi abbiamo raccontato nel nostro “Dossier – Guida ai banchi prova potenza per motori da kart”) ci occupiamo ora di dove questi possono essere posizionati. Possiamo trovare banchi installati in ambiente libero e quindi variabile oppure in ambiente condizionato e di conseguenza con possibilità maggiori di controllo e uniformità delle prove.

A tale proposito per rimanere in uno standard qualitativo elevato e che permetta un confronto proporzionato fra prove in condizioni differenti, è ragionevolmente consigliabile prevedere una sala specifica, dai parametri ambientali controllabili, dedicata al banco prova.

Come ci racconta l’esperto preparatore Gianfranco Galiffa, “ormai senza banco prova non si conclude nulla che sia in linea con gli elevati standard attuali” e proprio per questo è necessario sviluppare un’area di test adeguata, spaziando dal suo allestimento alla suddivisione interna della stessa, predisponendo anche entrambe le tipologie di banco “quello inerziale – prosegue Galiffa – per valutare le differenze fra le varie modifiche e quello frenato per valutare i reali valori assoluti del motore”.

Ambiente aperto

La strada più semplice è quella di installare il banco prova all’interno di un ambiente “aperto”, quindi non in una “stanza” dedicata esclusivamente allo strumento, bensì in uno spazio condiviso con altri macchinari all’interno di un capannone. Talvolta, addirittura, si vedono banchi prova installati sopra a carrelli che si possono spostare a piacere, trasportandoli anche in pista durante degli eventi.

Questa prima opzione di installazione in “ambiente aperto” permette sicuramente di contenere i costi in modo sostanziale e lascia spazio a tutte le tipologie di prove. Offre però un limite abbastanza importante: quanto più l’ambiente è poco controllabile, tanto più saranno inattendibili i risultati delle prove effettuate.

Ci spieghiamo meglio: sappiamo bene che il banco prova serve a rilevare le performance di un motore. Spesso si deve valutare il propulsore in termini assoluti (esempio: si rileva la sua potenza massima) così da poterlo confrontare con altri motori già rilevati. Oppure, in altre occasioni, serve fare un test sullo stesso motore, ma con due tarature diverse o con due componenti diversi (per esempio, pistone A e pistone B), così da capire quale sia il migliore. In entrambi i casi, le differenze rilevabili tra una prova e l’altra, in genere, sono minime: risulta infatti difficile – se non impossibile – per esempio, che un pistone “evoluto” possa portare miglioramenti nell’ordine di qualche cavallo, rispetto a uno “standard”. Quindi è importante che i due test siano effettuati in condizioni sostanzialmente identiche, in modo da poter apprezzare i reali e piccoli miglioramenti (o peggioramenti) che la modifica porta con sé. Se però il banco è installato in ambiente aperto, sarà difficile – se non impossibile – effettuare i due test in condizioni identiche. Quindi, per assurdo, potrà succedere che la prova del pistone “standard” registri prestazioni del motore migliori rispetto a quelle raccolte durante la prova con il pistone “evoluto” solo perché durante il test del primo le temperature erano più favorevoli, quando, invece, in condizioni identiche, il pistone “evoluto” sarebbe riuscito a risultare migliore rispetto all’altro.
Una installazione in ambiente aperto, inoltre, rende complicate le prove durante le stagioni più calde: in estate le temperature di esercizio diventano rapidamente elevate con le conseguenze del caso (perdita di potenza, variazione parametri e set-up…) che portano, a volte, a interrompere le prove oppure a optare per costosi impianti di raffreddamento maggiorati.

Ambiente condizionato

Quando il banco prova viene installato all’interno di una sala, questa può essere di due tipi: ermetica o non ermetica.
Sebbene con una sala non ermetica i parametri ambientali siano ben più controllabili rispetto a quanto è possibile fare in un ambiente aperto, è altresì vero che con una sala ermetica il valore delle prove sia il non plus ultra raggiungibile. Infatti, si può arrivare a configurare condizioni ambientali specifiche determinando, a seconda della necessità, i valori di pressione, umidità e temperatura presenti nella sala stessa. Il tutto, senza il pericolo che venga contaminata in modo incontrollato o che possa variare nel corso dei test (a patto che questa rimanga ovviamente chiusa ermeticamente tra una prova e l’altra e con gli impianti attivi).

Infine, una sala ermetica permette periodi di test prolungati e dati confrontabili fra prove diverse realizzate in momenti diversi: questo permetterà di realizzare nel tempo una banca dati attendibile utile per il successivo set-up in pista.

Va detto, però, che sia nel caso di una sala ermetica sia in caso di una sala non ermetica, entrambe dovranno essere aerate in modo forzato per consentire un corretto raffreddamento e un’adeguata alimentazione al motore.

Suddivisione area

L’area dedicata al banco prova potenza deve poter ospitare agevolmente il motore oppure l’intero mezzo da “bancare” ed essere fornita di tutti gli attrezzi utili a smontarlo, montarlo e modificarlo in modo corretto, veloce ed ordinato.

Se si opera da soli, è molto utile prevedere scivoli, paranchi o carrelli elevatori per facilitare le operazioni di installazione del motore/kart sul banco.

Inoltre, nel momento in cui si effettua la prova, devono essere disponibili tutti i ricambi necessari in modo da non impegnare inutilmente il banco prova che si occupa (presso terzi) e non attendere troppo tempo fra un test e l’altro incorrendo magari in condizioni climatiche troppo differenti fra la prima e l’ultima accelerata, anche se il tutto si svolge al chiuso.

Durante le prove di potenza si può comandare l’andamento del motore attraverso attuatori collegati tramite PC, tramite comandi meccanici in postazione, a distanza oppure proprio salendo a bordo del mezzo. In ogni caso, è buona norma che l’area di lavoro sia divisa dall’area di controllo. Mentre la prima è il luogo dove si realizza la prova e dove si svolgono le operazioni pratiche che subisce il mezzo sul banco prima/durante/dopo la prova, la seconda è un’area dedicata al controllo dei test oppure allo studio dei risultati e la possiamo immaginare come un piccolo ufficio dotato di PC e stampante oltre che di monitor capaci di rimandare quanto eventuali telecamere stanno inquadrando e riprendendo all’interno dell’area di lavoro. Per quella serie di banchi prova che prevedono l’installazione del solo gruppo motore, l’area di controllo è praticamente obbligatoria ed è provvista di una consolle con i comandi per pianificare ed effettuare la prova. Al contrario, quando si ha a che fare con banchi che prevedono l’installazione del mezzo completo o di parte di esso, l’area di controllo è consigliata, ma non obbligatoria, perché la prova verrà effettuata senza comandi remoti, ma salendo a bordo del mezzo stesso.

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