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Tkart magazine

Sotto Esame | Ricciardo, un kart da campione

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RICCIARDO, UN KART DA CAMPIONE

18 Ottobre 2016
CIK-FIA 2015-2020

OMOLOGA
Quello nato nel 2015 è il primo Ricciardo Kart mai creato.
Non a caso il modello si chiama DR01

KF - KFJ

CONFIGURAZIONE
Il telaio è omologato per tutte le categorie. Quello analizzato era in configurazione per i kart monomarcia

30

DIAMETRO TUBI
Traverse e longheroni sono tutti di diametro uguale a 30 mm, misura più usata per le classi KF e KFJ

ROBOT

SALDATURE
La Birel ART produce i telai Ricciardo Kart usando macchinari automatizzati per
le saldature

ALLUMINIO MAGNESIO

ACCESSORI
Il magnesio è usato solo per i mozzi e i cerchi.
Gli altri accessori sono in alluminio

Esperienza e tecnologia “made in Birel ART”, con la firma di un grande campione. Scopriamo nei dettagli il Ricciardo Kart

Daniel Ricciardo ci ha messo il nome, l’entusiasmo e... la faccia. Ma il “suo” kart è, in realtà, figlio della Birel ART, storica azienda di Lissone che ha proposto questa nuova avventura al pilota australiano e ha prodotto una gamma completa di mezzi per KZ, KF, KFJ, Rotax e Mini.
Il modello che analizziamo in questo servizio è in configurazione monomarcia, quindi senza leva del cambio e senza freni anteriori.
Partiamo dall’avantreno, leggermente allungato rispetto al passato (leggi “rispetto ai passati telai Birel ART”) dopo aver riscontrato - dicono i tecnici Birel ART - che, in pista, la soluzione dava risultati apprezzabili con ogni tipo di gomma, migliorando la fase di inserimento.
In conseguenza di questo allungamento, è stato rinforzato il supporto del piantone dello sterzo per renderlo più resistente. Rimanendo “in zona anteriore”, si nota il poggiapiedi regolabile e i pedali in alluminio, uguali al passato. Tradizionale è anche il sistema di regolazione di camber e caster con boccola eccentrica.
Nuovi e diversi, invece, i fuselli, con le staffe a due o tre fori (queste ancora in fase di sperimentazione nel periodo in cui è stato effettuato il test) a cui attaccare i tiranti dello sterzo.

Se si utilizza un foro più verso l’esterno, il kart risulta più facile da guidare e con meno inserimento. Viceversa, con i fori più interni. Ma i fori multipli non sono l’unica novità: il fusello, infatti, è progettato con un cannotto intercambiabile: togliendo una semplice vite si possono facilmente sostituire cannotti di materiali diversi, più o meno duri, e anche di diverso diametro.
Di pari passo si possono considerare i mozzi, con cuscinetti più grandi rispetto al passato e l’inserimento di una boccola interna che, in pratica, forma con il fusello un “pacco compatto”. Le novità sul piantone dello sterzo sono le asole che consentono tre diverse regolazioni: più si sale, meno l’azione sterzante è efficace, viceversa se si usa la regolazione più bassa. Due sole varianti per il mozzo del volante: normale o con posizione inclinata.

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