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TKART magazine Come Fare a | Come scegliere la giusta tanica per il trasporto della benzina (e della miscela)
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COME SCEGLIERE LA GIUSTA TANICA PER IL TRASPORTO DELLA BENZINA (E DELLA MISCELA)

TKART Staff
21 Ottobre 2022 • 9 min. lettura
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INTRO
Quando si sbircia nel box o sotto la tenda di un kartista c’è un accessorio, che spesso passa inosservato, ma che non manca davvero mai: la tanica della benzina. Certo, è difficile identificare una tanica o un fusto di benzina come l’elemento decisivo per le vostre perfomance, ma conoscerne l’universo e assimilare qualche informazione di base circa le norme sul trasporto della benzina, potrebbe mettervi al riparto da non pochi imprevisti ed evitarvi qualche grattacapo. Con questo “Come fare a”, TKART vuole correre in soccorso di tutti quei kartisti che, di fronte allo shop on-line o allo scaffale di un negozio specializzato, si chiedono: “Qual è la tanica che fa per me?”. Non resta che scoprirlo.

N.B. A completamento dell’articolo, però, attendiamo come sempre la tua opinione e magari qualche informazione su quali siano le norme vigenti nel tuo Paese d’origine per quanto riguarda il trasporto di combustibili liquidi. Oltre, ovviamente, a qualunque informazione possa arricchire questo articolo ed essere utile alla Community di TKART.
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L’universo dei contenitori per il trasporto della benzina si divide in taniche di plastica o alluminio e fusti in alluminio. Generalmente i fusti sono scelti da chi ha bisogno di trasportare o usare maggiori quantitativi di benzina.
1 IL TRASPORTO: LE NORMATIVE
È importante sottolineare come la benzina sia una sostanza estremamente pericolosa sia per la sua infiammabilità sia per le esalazioni delle sostanze di cui è composta. Proprio per questo motivo, esistono nel mondo precise norme che ne regolano il trasporto, la movimentazione e lo stoccaggio. Sarebbe sempre buona prassi, pertanto, consultare la legislazione in materia vigente nella propria nazione (o di quella in cui si intende andare a praticare il karting) al fine di non incorrere in sanzioni e, cosa più importante, mettersi al riparo da incidenti legati a una errata “gestione” di questa sostanza. Qualche esempio? Sfoglia la gallery sottostante.


N.B. In seguito alla nostra analisi non possiamo fare altro che constatare come vi siano delle norme di comportamento comuni a tutte le legislazioni. In particolare: utilizzare solo contenitori omologati per il trasporto (ne parleremo nella prossima slide); assicurarsi di fissare le taniche sul veicolo in modo che non si possano rovesciare; non avvicinare fiamme e non fumare in prossimità di una tanica di benzina.
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Una delle normative più estese a livello globale è L’ADR (acronimo dal francese: “Accord européen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route”). Questo accordo, siglato a Ginevra (Svizzera) il 30 settembre 1957, si basa sulle raccomandazioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per il trasporto di merci pericolose e risulta ratificato da oltre 45 Paesi del mondo (tra i quali quelli facenti parte dell’Unione Europea, il Regno Unito e, addirittura, qualche stato africano come la Nigeria e il Marocco: la lista completa nella didascalia della prossima immagine). Nello specifico, il punto 1.1.3.1 lettera (a) dell’accordo sancisce che i privati possono liberamente trasportare liquidi infiammabili (tra cui proprio la benzina) in recipienti ricaricabili dalla capienza massima di 60 litri e per un massimo di 240 litri per unità di trasporto. È bene sottolineare, però, che ciascuna nazione ha recepito tale accordo nel proprio ordinamento con delle norme apposite che, talvolta, possono differire leggermente tra loro. Per esempio nel territorio della Repubblica Italiana il limite fissato è di 60 litri per veicolo, mentre nel Regno Unito rimane di 240 litri.
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Elenco delle nazioni che hanno ratificato l’ADR: Albania, Finlandia, Lussemburgo, Serbia, Andorra, Francia, Malta, Slovacchia, Austria, Georgia, Montenegro, Slovenia, Azerbaijan, Germania, Marocco, Spagna, Bielorussia, Greece, Paesi Bassi, Svezia, Belgio, Ungheria, Nigeria, Svizzera, Bosnia Erzegovina, Islanda, Norvegia, Tajikistan, Bulgaria, Irlanda, Polonia, Macedonia del Nord, Croazia, Italia, Portogallo, Tunisia, Cipro, Kazakistan, Moldavia, Turchia, Repubblica Ceca, Lettonia, Romania, Ucraina, Danimarca, Liechtenstein, Russia, Regno Unito, Estonia, Lituania, San Marino.
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Negli Stati Uniti d’America il trasporto di merci pericolose risulta regolamentato da parte dello U.S. Department of Transportation (comunemente identificato come DOT) il quale applica, e aggiorna periodicamente, il “Federal Hazardous Materials Regulations”, la norma vigente in materia. Bisogna tenere presente, però, della natura federale della Repubblica Americana, per cui è possibile che il trasporto di carburante da parte dei privati possa essere normato diversamente da Stato a Stato. Per esempio, in quello di New York è consentito trasportare la benzina in taniche in alluminio dalla capacità di 5 galloni (19 litri circa) fino a un massimo di 4 taniche (80 litri circa) per veicolo.
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Focalizzandoci sull’emisfero australe. L’Australia, come gli Stati Uniti d’America, si caratterizza per la natura federale del suo ordinamento, per cui alcune norme possono differire da Stato a Stato. Nel caso dell’Australia, la capienza massima consentita per le taniche è di 25 litri. In alcuni Stati, come il Western Australia, il New South Wales e il Queensland la massima quantità trasportabile è di 250 litri. La Nuova Zelanda condivide il limite di capacità massimo delle taniche con l’Australia. Mentre, il massimo trasportabile, senza necessità di avere autorizzazioni particolari, è di 50 litri.
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In Argentina, secondo la Risoluzione SE1102/2004 della Segreteria per l'Energia, aggiornata al 31/08/2012, si possono trasportare, senza certificazioni particolari, fino a 400 litri di benzina. Il carburante può essere trasportato in contenitori unitari, metallici o in plastica resistente indeformabile e atti a contenere idrocarburi, provvisti di chiusura ermetica, fino a 60 litri di capacità totale. Oppure, in fusti da 200 litri, i quali devono essere idonei a contenere idrocarburi.
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