Ricerche frequenti
TKART lo aveva anticipato (qui l’articolo citato: “Esclusivo: ecco la nuova protezione posteriore per kart voluta dalla FIA”) e la conferma è puntualmente arrivata: la FIA ha elaborato e deciso di introdurre un nuovo un paraurti posteriore di tipo “anti-launch”. Il primo test di questo dispositivo, per verificarne il funzionamento effettivo durante una gara, è avvenuto in occasione dell’ultimo round del FIA Karting Academy Trophy-Junior, a Cremona (in Italia) lo scorso settembre. E i risultati hanno incoraggiato la Federazione a introdurlo già a partire da marzo 2026. Tuttavia, la reazione degli appassionati a questa novità è stata tutt’altro che entusiasta, anzi. È bastato pubblicare la notizia affinché, nella sezione commenti dei nostri account Facebook e Instagram, si scatenasse in poche ore un’ondata di critiche, ancor prima che il dispositivo facesse effettivamente il suo debutto in pista. Alcuni hanno espresso il timore che l’introduzione di questi dispositivi si traduca nell’ennesimo aumento dei costi legati all’attività in karting; altri hanno definito la soluzione superflua, ritenendo che i kart siano già dotati di fin troppe carenature. Non è mancato, inoltre, chi ha osservato come l’aggiunta di ulteriori protezioni rischi di far assomigliare sempre più i Racing kart ai modelli Rental. Va detto che, ormai, sui social la critica è spesso la reazione più immediata e diffusa oltre che gratuita anche a fronte di iniziative lodevoli come quella della FIA che mira a innalzare la sicurezza nel karting. Ma, si sa, l’essere umano tende a essere poco propenso alle novità (esistono persino teorie specifiche in merito: cercate “Status Quo Bias” o “Innovation Resistance Theory” sul vostro motore di ricerca preferito). Però è anche vero che forse non bisogna cadere nel pericolo opposto, ovvero quello di dover cambiare per forza le cose.