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TKART magazine Focus Tecnico | Analisi completa degli impianti frenanti IPK Engineering by IPKarting (per Praga Kart, Formula K, RS Kart e OK1)
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ANALISI COMPLETA DEGLI IMPIANTI FRENANTI IPK ENGINEERING BY IPKARTING (PER PRAGA KART, FORMULA K, RS KART E OK1)

Gianluca Covini
28 Marzo 2026 • 15 min. lettura
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In occasione del ciclo di omologa FIA Karting ’25, il costruttore italiano conferma gli impianti frenanti RBS.V3, STR.V2 e MKB.V2, destinati rispettivamente alle categorie Monomarcia, A marce e MINI. C’è però una novità. Si chiama Carbotech. Scopriamo di cosa si tratta

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Fondata nel 2011, IPKarting si è affermata in pochi anni come uno dei principali costruttori di telai per Racing Kart a livello internazionale. Nella sede italiana dell’azienda, situata a Salizzole (nel Nord-Est dell’Italia, circa 150 km a est di Milano), vengono progettati e prodotti sia i telai dei brand Praga Kart, Formula K, OK1 e RS Kart sia la relativa componentistica, commercializzata con il marchio IPK Engineering. Con il ciclo di omologhe FIA Karting 2025–2027, dedicato a telai, carenature e impianti frenanti, IPKarting ha scelto di confermare la propria gamma di sistemi frenanti IPK Engineering, già introdotta nel precedente triennio di omologazione 2022–2024. Restano quindi omologati l’impianto RBS.V3 (006-B2-50) per le categorie Monomarcia (Junior e Senior), l’STR.V2 (006-B4-45) per le categorie a marce e l’MKB.V2 (006-B2-17) per la categoria MINI. Secondo IPKarting, questi sistemi hanno dimostrato nel tempo un’elevata affidabilità, garantendo una frenata potente, progressiva e modulabile. A confermarlo sono i feedback raccolti nelle competizioni internazionali, sia attraverso i team ufficiali dei brand IPKarting - come l’IPK Factory Team e il Formula K SRP Factory Team - sia tramite numerosi team e piloti privati impegnati nelle principali competizioni Monomarca e Multimarca. Per questo motivo non è stata intrapresa una riprogettazione radicale degli impianti. Eppure degli aggiornamenti (non impattanti sui parametri di omologazione) ci sono. Su tutti, il nuovo trattamento superficiale denominato Carbotech.


Nota della redazione 
Per apprezzare maggiormente le tematiche trattate in questo “Focus Tech”, consigliamo la lettura dell’articolo “Tecnica | Impianto frenante del kart: le diverse filosofie tecniche e costruttive a confronto” il quale fornisce una panoramica completa delle principali scelte progettuali presenti nel karting e aiuterà a confrontarle con quelle intraprese da IPKarting.

Nota della redazione 2
Come detto, IPKarting gestisce internamente l’intero ciclo produttivo dei propri componenti, dalla progettazione alla costruzione fino alla fase di ricerca e sviluppo. Una scelta che consente all’azienda di mantenere un controllo diretto su qualità e processi produttivi. Per approfondire l’organizzazione dell’azienda, leggi “Dossier |IPK: viaggio nell’azienda dei brand Praga Kart, Formula K, OK1 e RS”.

Tutte le pompe freno e le pinze freno - sia anteriori sia posteriori - prodotte da IPKarting sono ora sottoposte a uno specifico trattamento superficiale denominato Carbotech, applicato al termine del processo produttivo. Dal punto di vista estetico, il trattamento introduce inoltre una caratteristica colorazione scura dall’aspetto high-tech. Scorrendo lo slider qui sopra è possibile osservare chiaramente questa evoluzione confrontando la pinza freno posteriore del sistema STR.V2 nella configurazione precedente, installata su un telaio Formula K EVO 30 in configurazione Shifter (model year 2021), con quella più recente - alla data di pubblicazione di questo articolo, marzo 2026 - su un telaio Formula K Dragon EVO XS1 in configurazione Shifter (model year 2025).

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